La nota di Dario Fabbri sul mondo che cambia: cosa c’è dietro lo scambio di prigionieri tra Usa e Russia e perché l’Ucraina non vuole (ancora) negoziare – Il video

Ogni settimana il direttore della rivista «Domino» approfondisce in meno di 3 minuti i fatti più importanti dell’attualità internazionale

Lo storico scambio di prigionieri avvenuto negli ultimi giorni tra Stati Uniti e Russia ha riaperto il dossier del negoziato di pace per la guerra in Ucraina «perché è evidente che Washington e Mosca non abbiano parlato solo di questo». A dirlo è Dario Fabbri nella nuova puntata della videorubrica La nota sul mondo che cambia dove mette a disposizione delle lettrici e dei lettori di Open le sue competenze in ambito storico e politico per analizzare i fatti geopolitici più rilevanti della settimana. Al centro della discussione tra le due Nazioni, spiega il direttore di Domino, «c’è la possibilità di immaginare un cessate il fuoco in Ucraina». Per diverse ragioni: «I russi hanno capito che rischiano di perdere ancora terreno, invece di acquisirne altro, e gli Usa sono soddisfatti, con Mosca impantanata, Kiev che resiste e la Nato che è tornata in auge». Non solo. Washington ritiene anche, spiega Fabbri, che il popolo ucraino non sia in grado di recuperare tutto il terreno perduto. Ma in questo percorso verso una possibile pace c’è chi frena: l’Ucraina. Il presidente Volodymyr Zelensky non crede sia ancora arrivato il momento di sedersi a trattare con i russi perché vuole riappropriarsi di più regioni possibili.


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