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Assedio Bakhmut, il capo di Wagner frena gli entusiasmi di Mosca: «Smettiamola di dire che l’abbiamo presa»

07 Marzo 2023 - 15:13 Redazione
Militari ucraini a Bakhmut, 03 marzo 2023.
"Intensi combattimenti si stanno svolgendo dentro e intorno alla città" di Bakhmut, dove le forze russe stanno schierando le loro unità più esperte. Lo riporta la Cnn citando l'esercito ucraino. "Gli occupanti russi hanno inviato le unità più addestrate del Pmc Wagner e altre unità regolari dell'esercito russo per catturare la città. Dentro e intorno alla città si stanno svolgendo intensi combattimenti", hanno dichiarato le forze di terra dell'esercito, riferendo di una visita al fronte del comandante del gruppo di forze orientale, il colonnello generale Oleksandr Syrskyi.
ANSA/CARLO ORLANDI
Yevgeny Prigozhin ha ancora una volta lamentato la mancanza di rifornimenti «di munizioni, equipaggiamento militare, armi e veicoli«
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Il braccio di ferro tra il gruppo Wagner e il Cremlino continua. Da tempo la temibile compagnia di mercenari guidata da Yevgeny Prigozhin è impegnata a Bakhmut, sul fronte orientale dell’Ucraina. Nelle ultime settimane la presa della città da parte dei suoi uomini sembra inevitabile, e ancora oggi, martedì 7 marzo, il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu ha annunciato che la «liberazione» continua. Ma Prigozhin ancora una volta ha invitato a prestare maggior attenzione alle difficoltà della battaglia. «Smettiamo di correre davanti alla locomotiva e dire che abbiamo preso Bakhmut e cosa succederà dopo», ha risposto il capo del gruppo Wagner, «credetemi, stiamo facendo di tutto per questo, anche se non ci vengono ancora fornite munizioni, equipaggiamento militare, armi e veicoli». Una critica non nuova per il leader dei mercenari, che già in passato si è scontrato duramente con Shoigu, colpevole secondo lui di non fornire al suo gruppo le forniture militari necessarie. «A Bakhmut, secondo varie stime, ci sono tra i 12 e i 20 mila combattenti delle forze armate ucraine», ha spiegato Prigozhin, «se Bakhmut deve essere “ripulita”, loro devono essere distrutti, uccisi. È molto difficile uccidere 12-20 mila soldati ucraini entro domani mattina. Le battaglie più dure si svolgono sia di giorno che di notte, ma gli ucraini non scappano da nessuna parte. Le persone a Zelensky non finiscono, a migliaia vengono gettate nel tritacarne. Hanno munizioni e armi. Muoiono in massa per Bakhmut e si arrendono solo come ultima risorsa. Smettetela di chiamarli codardi. Sono uguali a noi, in loro scorre lo stesso sangue».

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