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L’opposizione che non t’aspetti. Flavio Briatore contro il governo Meloni: «Sul Pnrr in arrivo una ciclopica figura di m…»

03 Aprile 2023 - 03:05 Redazione
flavio briatore governo meloni
flavio briatore governo meloni

Flavio Briatore all’attacco del governo Meloni. L’opposizione che non t’aspetti arriva in un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano. Nel colloquio con Antonello Caporale l’imprenditore e socio della ministra Daniela Santanché dice che «un uomo del fare – come lui, ndr – non perde tempo con lumache, carne sintetica, eccetera». Ovvero con gli insetti e con la carne coltivata, pare di capire nel riferimento. Sui quali l’esecutivo ha ampiamente legiferato anche in assenza di urgenze. Ma la posizione di Briatore sul punto è assolutamente laica: «Caro amico, tu mangia come vuoi e io come voglio». Mentre sugli altri argomenti d’attualità il proprietario (o meglio: azionista di maggioranza) del Twiga è ancora più caustico: «Ti metti a perdere tempo con il fascismo, via Rasella eccetera. Allora a me viene un dubbio. Che tu non abbia null’altro da fare e da dire». O, peggio: che si tratti di parolai che la sparano per coprire i problemi.

Il dubbio e le certezze

In un’intervista rilasciata a metà marzo l’imprenditore diceva persino che i balneari avrebbero dovuto pagare di più per l’acquisto delle spiagge. Qui Briatore è ancora più caustico: «Mi deludono questi tanti parolai perché danno l’impressione di non azzeccarne una!». E parla delle priorità: «Sa che mio figlio Falco non conosce Patty Pravo? Falco nemmeno sa di Patty Pravo, che è una grandissima nella storia della canzone, figurarsi che ne sa e gliene frega dell’eccidio. Non per nulla, non è proprio interessato. Questi politici aprono bocca così, per levarsi di torno i problemi veri. Per esempio dare casa a chi non ne ha». Ce l’ha in particolar modo con Ignazio La Russa: «Guarda che ti dico: penso che i politici non sappiano cosa sia il lavoro e non per colpa loro ma perché non hanno mai lavorato. Questa è la pura verità. Tutti: destra, sinistra eccetera. Dunque parlano di cose che non interessano per buttare la palla in tribuna». Mentre sul Pnrr «stiamo per fare una ciclopica figura di merda se, come leggo, rimandiamo indietro i soldi».

«…che a un certo punto si rompe i coglioni»

Purtroppo anche sul reddito di cittadinanza, per l’imprenditore, nulla è cambiato nonostante le riforme: «Macché, questi ragazzi hanno uno stile di vita strano, distante, diverso. Accettano di campare con poco (onestamente campano di merda, diciamocelo) ma non di fare lavori impegnativi, molte ore al giorno e avere un gruzzoletto rispettabile. Vogliono altro». Al governo non c’è nessuno che conosca, dice, a parte Maurizio Leo: «Lì siamo al top, poi stop. Daniela Santanchè? S’è messa a lavorare e ha smesso di fare la prezzemolina in tv». E gli altri? «Non conosco, non sono miei amici. Devono cambiare strada, parlare di meno. Lavorare, inventare, creare, semplificare. No burocrazia, no ostacoli, no parole vuote». Anche l’uomo del fare, conclude, «a un certo punto si rompe i coglioni. Buonasera».

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