Inchiesta Liguria, Toti ai pm: «Spinelli mi finanzia dal 2015. Ai gemelli Testa chiesi di votare per Ilaria Cavo»

Ieri l’interrogatorio fiume del governatore della Liguria coinvolto nell’indagine su corruzione e presunto voto di scambio

Otto ore davanti ai pm. Per rispondere alle accuse sciorinate in oltre 160 domande e negare ogni addebito. Si è concluso giovedì 23 maggio in serata l’interrogatorio fiume al Giovanni Toti. Risultato poi in un verbale di 27 pagine al quale governatore della Liguria ha allegato una memoria difensiva di 17 pagine a integrazione. Toti deve rispondere di corruzione, atti contrari ai doveri di ufficio e voto di scambio e agli inquirenti ha fornito la sua ricostruzione di quanto avvenuto in questi anni assicurando di «aver sempre agito nell’interesse dei cittadini». Una delle questioni su cui si sono concentrati i pm Federico Manotti e Luca Monteverde, insieme all’aggiunto Vittorio Ranieri Miniati è quella dell’incontro il 12 settembre 2020 al ristorante Punta Vagno con i fratelli Italo Maurizio e Arturo Angelo Testa. I «riesini» che al quartiere Certosa di Genova per le Regionali di quell’anno avrebbero controllato circa 400 preferenze. I fratelli Testa, originari del comune Nisseno, sono accusati di corruzione elettorale al fine di agevolare l’attività di Cosa Nostra. «Sicuramente chiesi espressamente i voti per Ilaria Cavo parlando con uno dei due Testa», ha risposto ai pm Toti, «il senso del mio intervento fu di chiedere di dare una mano alla Cavo nonostante le incomprensioni che vi erano state». Nelle precedenti risposte, il presidente della Regione Liguria ricorda che l’ex assessora e attuale deputata li aveva incontrati ma non aveva avuto una buona impressione, e aveva chiesto all’imprenditore Matteo Cozzani di interfacciarsi. «Davo per scontato che vi sarebbe stata una richiesta di attenzione per la loro comunità anche dal punto di vista occupazionale, ma non so di richieste specifiche di posti di lavoro», ha risposto Toti, «con Cozzani abbiamo parlato parecchie volte dei fratelli Testa, che erano assillanti e presentavano persone chiedendo se potevamo dare una mano. Certamene Cozzani può avermi detto che chiedevano anche posti di lavoro. Di certo non ho mai immaginato un collegamento diretto tra voti e posti di lavoro».


Il legame con Spinelli

I magistrati lo hanno interrogato anche sui suoi rapporti con l’imprenditore Aldo Spinelli, in particolare relativamente alla concessione della spiaggia di Punta dell’Olmo, a Celle Ligure e a quella trentennale del terminal Rinfuse nel porto di Genova. «La barca, attraccata alla fiera, veniva usata abitualmente da Spinelli per incontrare persone. L’ho frequentata parecchie volte», non ha problemi a dire Toti, che poi risponde sulla spiaggia di Punta dell’Olmo: «La mia posizione era che la pretesa, se conforme alla legge, poteva essere sostenuta. Il parere dei tecnici era stato negativo. Gli Spinelli ritenevano che un intervento così importante avesse la necessità di poter contare della spiaggia davanti alla struttura». Dopo il parere negativo, agli inquirenti risulta che Toti si sia confrontato nuovamente con i tecnici: «Intendevo dire che, sempre che la normativa lo avesse consentito, sarebbe stato bene anche secondo il nostro indirizzo politico venire incontro alla richiesta di Spinelli. Una strada poteva essere verificare il numero di spiagge libere e potere dare così risposta positiva attraverso quella strada». Toti qui parla di «auspicio» che la spiaggia potesse andare a Spinelli, mentre i pm sottolineano come i suoi toni furono più «assertivi». La questione si sposta quindi sulla presunta richiesta di denaro: vi fu o meno? «È possibile. Il gruppo inizia a sostenere i miei comitati politici nel 2015 e questo rapporto è durato fino a ora. È dunque possibile che avessi chiesto un finanziamento anche prima dell’incontro. Spinelli? Mi avrà detto che avrebbe fatto come sempre…normalmente la richiesta di finanziamenti è collegata a un evento elettorale. È possibile che nei saluti io abbia ricordato a Spinelli che gli avrei trasmesso i dati per il finanziamento. E quindi ho dato disposizioni alla mia segretaria». Sul terminal Rinfuse Toti esclude che vi sia correlazione tra la proroga della concessione e i finanziamenti alla sua campagna elettorale: «Non c’è alcuna correlazione perché lui mi finanzia da lungo tempo…poi lui è uno che ci prova sempre …ti ricorda tutte le volte se puoi fare qualcosa per lui. Lasciarla aperta avrebbe provocato tensione tra gli operatori del porto e avrebbe alimentato polemiche giornalistiche per me negative». 


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