Per l’Eurostat il Superbonus 2024 non è pagabile

Il commento risulta nel parere inviato all’Istat sulla contabilizzazione dei crediti. Ecco cosa potrebbe succedere

Eurostat ritiene che il Superbonus maturato dopo l’adozione della riforma contenuta nel dl di marzo e convertita in legge a maggio, debba «essere registrato nei conti pubblici come credito d’imposta non pagabile nel 2024», salvo per le eccezioni previste dalla legge. Il commento dell’ufficio statistico dell’Unione europea, anticipato da Ansa, risulta nel parere inviato all’Istat sulla contabilizzazione dei crediti. Confermata la classificazione come «credito di imposta dovuto» invece per il Superbonus attivato negli anni 2020-2023. Si deduce quindi che dall’adozione delle ultime norme, l’effetto del Superbonus sul deficit sarà spalmato negli anni. Lo scorso settembre Eurostat aveva già indicato che i crediti fiscali del Superbonus relativi al 2023 venissero classificati come “pagabili” nel 2023, con un impatto sul deficit dei bonus attivati nel 2023 solo sul 2023. Per l’anno 2024 aveva chiesto all’Istat di riesaminare la questione tenendo conto dello sviluppo dei crediti d’imposta incagliati o degli interventi del governo. Adesso il parere, che rischia di creare una nuova grana al governo Meloni.


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