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L’Ucraina al contrattacco nel Kursk: «La Russia avrà ciò che merita». Mosca: «Assalti respinti»

05 Gennaio 2025 - 16:34 Simone Disegni
epa11613954 A still image taken from a handout video made available by the Russian Defence Ministry Press-Service on 19 September 2024 shows Russian servicemen firing a 'Giatsint-B' towed 152 mm field gun towards Ukrainian positions, at an undisclosed location in Russia. The Russian Defense Ministry reported that Ukrainian troops losses in the Kursk direction in one day amounted to more than 300 servicemen, and over the entire period of its military operations to more than 14,000 soldiers. Fighting between Russian and Ukrainian forces has been ongoing in the Kursk region since 06 August following a Ukrainian military incursion into Russia's border region.  EPA/RUSSIAN DEFENCE MINISTRY PRESS SERVICE/HANDOUT HANDOUT -- MANDATORY CREDIT -- BEST QUALITY AVAILABLE -- HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES
Le truppe di Zelensky provano a sorprendere i russi intenti a riprendere il controllo della regione con l'aiuto dei soldati nordcoreani
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L’Ucraina ha lanciato nelle scorse ore una serie di contrattacchi contro le forze di Mosca nel Kursk, la regione russa di cui ha preso parzialmente il controllo dopo un’incursione a sorpresa lo scorso agosto. Lo hanno fatto sapere le stesse autorità di Kiev. «Kursk, buone notizie, la Russia sta avendo ciò che merita», ha scritto laconico su Telegram il capo dell’ufficio presidenziale Andriy Yermak. Il ministero della Difesa russo ha confermato la controffensiva ucraina nella regione, ma ha detto di averla respinta: in particolare, sarebbero stati contenuti due assalti con carri armati e altri veicoli militari attorno al villaggio di Berdin, a una quindicina di chilometri di Berdin. Versioni contrapposte che né i media ucraini né quelli internazionali sono al momento in grado di verificare. Da settimane la Russia sta tentando di riprendere il controllo del Kursk, anche ricorrendo al «capitale umano» offerto dalla Corea del Nord di Kim Jong-Un. Negli ultimi giorni del 2024 sono trapelate le preoccupazioni degli Usa sulla “sostenibilità” di quella conquista ucraina, sempre intesa da Volodymyr Zelensky come una pedina di scambio al futuribile tavolo negoziale: i russi hanno già riconquistato metà del Kursk, e Vladimir Putin potrebbe ordinare l’all in per completare il lavoro già a gennaio, di certo entro la primavera. Gli ucraini hanno dimostrato tuttavia in questi quasi tre anni di guerra di saper contraddire i pronostici con un mix di caparbietà e inventiva nelle strategie militari. E ora cercano per lo meno di “spezzare il ritmo” dell’avanzata russo-nordcoreana nel Kursk. In attesa che Donald Trump entri alla Casa Bianca e avvii – forse – una nuova fase del conflitto.

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