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Va dal dentista per una carie, muore dopo tre giorni di agonia. Il caso della 23enne deceduta per una reazione tossica all’anestetico

28 Giugno 2025 - 17:36 Cecilia Dardana
gaia pagliuca dentista morta
gaia pagliuca dentista morta
È successo a Gaia Pagliuca, il 29 settembre scorso, in uno studio di Bastia Umbra (Perugia). Indagati con l'accusa di omicidio colposo il dentista titolare dello studio insieme alle sue due figlie

Era andata dal dentista per sottoporsi a un intervento banale, di routine: doveva curare una carie. Invece è morta a 23 anni, dopo tre giorni di agonia. È successo a Gaia Pagliuca, il 29 settembre scorso, in uno studio di Bastia Umbra (Perugia). Tre dentisti sono ora accusati di omicidio colposo. La giovane si era sottoposta a un trattamento odontoiatrico, che si sarebbe dovuto limitare alla cura di una carie. Tuttavia, durante la visita, fu deciso di procedere anche all’estrazione di un dente del giudizio.

L’intervento e il malore improvviso

Nel corso dell’operazione, a causa del forte dolore riportato dalla paziente, i dentisti avrebbero deciso di somministrarle sei fiale di anestetico in due fasi distinte. Poco dopo l’ultima dose, Pagliuca ha cominciato a manifestare gravi reazioni: convulsioni, vomito, e infine la perdita di conoscenza. I dentisti hanno tentato di rianimarla, assistiti poi dai sanitari del 118, ma il suo cuore ha ripreso a battere solo dopo circa un’ora, causando danni cerebrali irreversibili. Dopo tre giorni in terapia intensiva presso l’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, per la giovane non c’è stato più nulla da fare. Solo pochi mesi prima, a luglio, si era laureata allo IED – Istituto Europeo di Design – di Roma. Viveva con i genitori a Santa Maria degli Angeli, una frazione di Assisi.

L’inchiesta e le responsabilità ipotizzate

I genitori della ragazza, assistiti dall’avvocato Simone Moriconi, hanno avviato un’azione legale per fare piena luce su quanto accaduto. La procura di Perugia ha aperto un’indagine per accertare le cause della morte e ha iscritto nel registro degli indagati il dentista titolare dello studio insieme alle sue due figlie, anch’esse professioniste. Come riportato da PerugiaToday, l’autopsia ha rilevato che il decesso è stato causato da una reazione tossica sistemica all’anestetico locale. Il medico legale incaricato, Scalise Pantuso, ha messo in evidenza diverse irregolarità nella gestione del caso: mancanza della cartella clinica, assenza del consenso informato e di radiografie preliminari, oltre al mancato uso del defibrillatore, pur presente nello studio. Inoltre, non sarebbe stato richiesto il digiuno pre-operatorio, una misura importante per ridurre i rischi in caso di complicazioni.

Cosa succede ora

Il caso è ora nelle mani della sostituta procuratrice Annamaria Greco, che dovrà decidere se procedere con una richiesta di rinvio a giudizio. La difesa, affidata all’avvocato Luca Maori, respinge ogni addebito, parlando di una tragica fatalità. Secondo i legali, Gaia non soffriva di allergie conosciute e le dosi di anestetico utilizzate sarebbero state compatibili con i protocolli.

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