L’amore tra gli atleti Marika e Fouad bloccato dalla burocrazia: «Per sposarci manca sempre un documento»


Un amore iniziato su Facebook, a 4,600 chilometri di distanza, lei in Italia e lui ad Abu Dhabi, proseguito tra voli aerei e una convivenza in Marocco, ma che ora è fermo davanti a un ostacolo che sembra insormontabile: la burocrazia. Da oltre sei mesi Marika Monaldi, 25 anni, atleta e poetessa di Pescara, cerca di coronare il suo sogno d’amore con Fouad, 21 anni, atleta marocchino conosciuto online. Ma sembra proprio che questo “matrimonio non s’ha da fare” perchè ogni volta manca «l’ultimo documento».
Il volo in Marocco
Come racconta in un’intervista al Messaggero, Marika corre da sempre «dai 5 ai 21 chilometri» ed è appassionata di scrittura: lo scorso novembre ha pubblicato la sua prima raccolta poetica, La rosa scarlatta. Ed è proprio in quel periodo che le è arrivato quel messaggio che le ha cambiato la vita, quello di Fouad: «Come fosse stato un qualcosa che da tempo aspettavo». Nonostante gli sforzi Fouad non è mai riuscito ad ottenere il visto per l’Italia, e così, dopo mesi di attesa è Marika che decide di prendere in mano la situazione e affrontare le sue paure: «È stato così che il 21 marzo scorso sono andata in aeroporto e ho affrontato tre ore di sospensione dalla terra per raggiungere il Marocco»,racconta.
L’incontro a Ifrane, tra i monti del Nord Africa, è diventato la cartolina della loro storia: «Ci siamo incontrati, ed è stato l’istante più caro della mia vita, il più prezioso, che è valso questo esilio dalla mia bellissima Italia». Da allora i due vivono insieme, in una piccola casa immersa nella natura con il sostegno economico del padre di lei, perché entrambi hanno dovuto lasciare il lavoro.
Il pantano burocratico
Il loro progetto di matrimonio, però, resta bloccato. Per sposarsi in Marocco serve il certificato di capacità matrimoniale, rilasciato dopo lunghe trafile dal Comune di Pescara. Naturalemente tutti i documenti prodotti in Italia necessitano della traduzione dall’arabo e questo non ha fatto altro che rallentare ulteriormente la pratica.. Poi l’ennesima sorpresa: «Manca ancora il certificato di cittadinanza italiana apostillato», spiega il padre di Marika, che dall’Italia prova ad aiutare la figlia tra consolati e uffici. La forza dell’amore in queste situazioni non basta, e Monaldi non nasconde la fatica: «È folle pensare che per amarsi si debba scegliere di soffrire tanto, infliggendosi l’esilio dalla propria terra e la rinuncia a un benessere che, fino a poco addietro, aveva ricamato il proprio tempo».