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Scuola, al via il nuovo anno con 41mila nuovi docenti assunti. Confermati quasi 58mila insegnanti di sostegno precari – I dati

29 Agosto 2025 - 13:37 Ygnazia Cigna
scuola assunzioni dati ministero
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Il ministero dell'Istruzione e del Merito ha diffuso le stime nazionali delle nuove immissioni in ruolo

Manca pochissimo al suono della prima campanella per l’anno scolastico 2025-2026, nonostante qualche piccola variazione di giorno a seconda delle regioni, e tra le aule del nostro Paese entreranno 41.901 nuovi insegnanti di ruolo. Si tratta del 76,8% dei posti disponibili a livello nazionale, un dato che registra un incremento rispetto allo scorso anno, quando la copertura si era fermata al 47,6%. A darne notizia è il ministero dell’Istruzione e del Merito, con un annuncio che arriva con largo anticipo rispetto allo scorso anno. Complessivamente, l’organico della scuola raggiunge ora il 97,3%. Nell’anno scolastico 2024-2025, il dato era leggermente più basso: 94%. Un’attenzione particolare è stata riservata al sostegno, settore storicamente segnato da carenze e precariato: quest’anno sono 7.820 i nuovi docenti di ruolo, portando il totale a 121.879, con una copertura del 95,2%. Prima di queste assunzioni, erano l’89%.

La situazione degli insegnanti di sostegno

Per quanto riguarda gli insegnanti di sostegno, quest’anno è stato introdotto un cambiamento dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara: per la prima volta, le famiglie degli studenti con disabilità possono decidere se confermare o meno i supplenti, sempre con il dirigente scolastico che verifica che la scelta sia nell’interesse dell’alunno. Su 120mila insegnanti di sostegno totali, quelli coinvolti da questo aspetto, si legge nei dati ministeriali, sono in tutto 58mila. Sono questi coloro che continueranno a seguire gli stessi alunni grazie alla scelta della famiglie. Il ministro Valditara aveva già anticipato nei giorni scorsi il dato al Meeting di Rimini: «Grazie a questa possibilità, laddove si sia instaurato un buon rapporto educativo e umano, quasi la metà degli insegnanti precari potrà continuare a seguire i propri studenti, garantendo la continuità didattica». Ciononostante, sul tema sono più volte emerse tensioni con i sindacati, che avevano impugnato (e poi perso) il decreto davanti al Tar del Lazio.

I presidi e i docenti di italiano per stranieri

Sul fronte della dirigenza scolastica, il ministero parla di 326 nuove immissioni in ruolo che riducono così le reggenze da 468 a 403, con una diminuzione di quasi il 14%. Novità anche per gli alunni stranieri: dall’1 settembre entreranno in servizio mille docenti specializzati nell’insegnamento dell’italiano L2. Questa figura era stata introdotta a settembre dello scorso anno dal ministro Valditara e prevede l’obbligo per le scuole di valutare il livello di conoscenza della lingua italiana di tutti gli studenti che si iscrivono per la prima volta al sistema scolastico italiano. In caso di lacune, l’istituto attiva corsi di potenziamento di italiano.

Ci sarà qualche variazione, ma Valditara festeggia

Nonostante il bilancio nazionale ufficiale, va precisato che alcune realtà locali mostrano situazioni ancora in bilico. Le immissioni in ruolo nelle Marche, ad esempio, sono slittate: la ripetizione degli esami orali del concorso per la primaria, annullati per errori della commissioni nelle valutazioni di maggio, partirà solo in questi giorni e si protrarrà fino a settembre inoltrato, se non addirittura a ottobre in alcuni casi. In questo modo, parte dei docenti entrerà di ruolo e in classe a lezioni già iniziate, rallentando la copertura completa degli organici regionali. Per Valditara, però, il quadro generale rappresenta un passo avanti: «L’anticipo delle procedure di nomina, l’incremento delle assunzioni realizzate, la continuità didattica per gli studenti con disabilità e la riduzione delle reggenze sono la prova del nostro impegno per dare risposte concrete al mondo della scuola. Un ulteriore passo avanti verso un sistema che garantisca maggiore stabilità ai docenti e sia più efficiente per mettere realmente al centro la persona dello studente».

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