Il mondo “fast and furious” delle gare di piccioni a Taiwan tra droga, scommesse e rapimenti


A Taiwan vanno di moda le gare di piccioni. Con tanto di scommesse illegali e infiltrazioni della criminalità. E c’è anche chi cerca di frodare. Con doping e farmaci per i volatili e qualche trucco tecnologico. Come i microchip clonati per far completare il percorso a più animali. Alle corse dei piccioni nell’isola ha dedicato un reportage il quotidiano The Guardian. Parlando di droga, contrabbando e rapimenti alla base delle competizioni.
Droga, contrabbando e rapimenti
Qualche tempo fa un piccione in gara è finito in India. Ed è stato accusato di spionaggio a causa delle scritte in mandarino che aveva sull’anello di riconoscimento. Poi si è scoperta la verità. Oggi nell’isola gli allevatori-addestratori sono 200 mila. E i piccioni sono un milione. Per vincere si fa di tutto. Per esempio rapire e chiedere un riscatto per il volatile, farli salire su treni ad alta velocità per arrivare primi al traguardo, affamarli per renderli più veloci. È il mondo fast and furious delle corse dei piccioni a Taiwan. Nel quale si arriva a clonare chip di tracciamento per inviare un secondo uccello segreto al traguardo in anticipo. O a usare farmaci. Oppure ancora si divide il piccione dalla compagna mettendolo con un altro uccello per ingelosirlo e renderlo così più veloce.
Le gare
Il governo cerca di arginare il fenomeno. Perché i reati legati al gioco d’azzardo sono da tempo un obiettivo chiave per l’applicazione della legge», ha dichiarato al Guardian il Ministero degli Interni di Taiwan. Il ministero dell’Agricoltura ha affermato che il gioco d’azzardo illegale era la principale fonte di entrate del settore. Per limitare i trucchi, si è deciso di sviluppare le gare, con ricchissimi montepremi, in alto mare. Da lì i piccioni, contraddistinti da un microchip, devono tornare a casa. Ma solo il 60 per cento ci riesce.