Cancellati dagli elenchi gli studenti fuori corso, via la metà degli iscritti all’università: a cosa punta il piano della Grecia

La Grecia ha depennato dalle liste universitarie più di 300mila studenti fuori corso, quasi la metà dell’intera popolazione studentesca nazionale. L’annuncio del ministero dell’Istruzione, arrivato venerdì scorso, ha riguardato chi aveva iniziato corsi di laurea quadriennali prima del 2017 senza più risultare attivo. Dei fuori corso storici, solo circa 35mila sono riusciti a rinnovare l’iscrizione, mentre tutti gli altri sono stati esclusi. La drastica operazione rappresenta la pietra tombale sul modello dell’«apprendimento permanente», una prassi molto radicata nel Paese che permetteva di mantenere lo status di studente anche durante lunghi periodi di inattività per necessità lavorative o personali. Una pratica ora vietata per legge.
Perché il governo ha cancellato 300 mila studenti
Secondo i responsabili del dicastero dell’Istruzione, gli studenti inattivi non costituivano un peso economico diretto per gli atenei ma creavano complicazioni amministrative. Il viceministro Nikos Papaioannou ha spiegato che grazie agli elenchi aggiornati «le università hanno la possibilità di pianificare in modo più preciso», definendolo un prerequisito necessario per migliorare sia la qualità accademica che i criteri di valutazione nelle classifiche internazionali. La ministra Sofia Zacharaki, esponente del partito di centrodestra Nuova Democrazia, ha difeso la linea del governo affermando che «lo status di studente non è valido per tutta la vita in nessuna moderna università europea» e rivendicando l’obiettivo di ottenere «titoli di studio di valore, che riflettano impegno, competenze e passione».
La Grecia e le tasse universitarie
Le forze di opposizione hanno contestato duramente la decisione, sostenendo che la cancellazione degli studenti fuori corso rischia di danneggiare chi si trova in condizioni di svantaggio economico e sociale e riesce a proseguire gli studi solo attraverso percorsi più flessibili. Va ricordato che in Grecia i corsi di laurea triennali e quadriennali presso le università pubbliche sono finanziati dallo Stato e gratuiti per i cittadini dell’Unione Europea. Fino a poco tempo fa solo gli atenei pubblici potevano rilasciare titoli riconosciuti, ma il panorama sta cambiando con l’emergere di università private accreditate, segnale di un sistema accademico in fase di profonda trasformazione.
