Meloni al Niguarda in visita ai feriti di Crans-Montana: come stanno i giovani ricoverati. Parigi apre un’inchiesta sull’incendio- La diretta

Al Niguarda di Milano sono ricoverati 11 feriti dell’incendio di Crans-Montana, tutti in condizioni critiche con prognosi riservata. Lo ha comunicato il direttore generale Alberto Zoli durante un punto stampa, spiegando che la situazione clinica varia significativamente: «Alcuni più gravi, altri meno. Ma sicuramente 11 pazienti critici sui quali manteniamo ancora una prognosi riservata». Già ieri 5 gennaio, dal reparto di Rianimazione dell’ospedale milanese avevano spiegato come, per i pazienti più gravi, fosse iniziata «una vera e propria battaglia»
Intanto il sindaco di Crans-Montana ha ammesso che da cinque anni non venivano fatti controlli sul Costellation. Nicolas Feraud ha spiegato di essere in totale buona fede, perché ha scoperto la circostanza solo dopo aver visionato i documenti consegnati alla procura. Il sindaco ha anche spiegato che i tecnici comunali non avevano mai controllato la qualità dei materiali, come ad esempio la schiuma fonoassorbente, perché non sarebbe previsto dalla normativa.
Meloni al Niguarda in visita ai feriti
Prima di recarsi a Parigi, dove è attesa al vertice della Coalizione dei Volenterosi, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, secondo quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi, ha fatto tappa a Milano per fare visita, all’ospedale Niguarda, ad alcuni dei giovani rimasti feriti nella tragedia di Crans-Montana. Meloni si è intrattenuta con i familiari dei ragazzi ricoverati, rinnovando a tutti la piena vicinanza e il sostegno del governo in questo momento di grande dolore. La premier ha voluto esprimere un personale ringraziamento ai medici e agli infermieri per l’impegno e la professionalità dimostrati nell’assistenza ai pazienti.
Parigi apre un'inchiesta
A seguito dell’incendio di Capodanno a Crans-Montana, che ha causato 40 morti e 116 feriti, «la procura di Parigi ha avviato un’inchiesta ‘specchio’ (parallela) per accompagnare le famiglie francesi nelle indagini condotte dalle autorità svizzere», ha spiegato la procuratrice della Repubblica di Parigi, Laure Beccuau. «Le autorità svizzere — ha precisato — restano competenti per indagare sullo svolgimento dei fatti e ricercare eventuali responsabilità». L’obiettivo dell’inchiesta francese, ha aggiunto Beccuau, è di «consentire alle vittime francesi e alle loro famiglie di beneficiare di un interlocutore comune in Francia e di facilitare, se necessario, i loro scambi con le autorità svizzere».
Il punto al Niguarda: «Prognosi riservata, ma speriamo evoluzione positiva»
Al Niguarda di Milano sono ricoverati 11 feriti dell’incendio di Crans-Montana, tutti in condizioni critiche con prognosi riservata. Lo ha comunicato il direttore generale Alberto Zoli durante un punto stampa. La situazione clinica varia significativamente: «Alcuni più gravi, altri meno. Ma sicuramente 11 pazienti critici sui quali manteniamo ancora una prognosi riservata». I ricoverati presentano ustioni di diversa entità, alcune estese fino al 70% del corpo, altre meno diffuse ma accompagnate da compromissioni delle funzioni vitali. «Per questo sono tutti pazienti ancora in condizioni critiche ma che nelle prossime ore possono avere un’evoluzione speriamo positiva», ha spiegato Zoli, precisando che alcuni si trovano in terapia intensiva, altri in semi intensiva o meno intensiva.
Tre casi più gravi ma stabili
Giampaolo Casella, direttore di Anestesia e Rianimazione del Niguarda, ha fornito ulteriori dettagli sui pazienti più compromessi. In terapia intensiva ci sono tre feriti che versano in condizioni particolarmente serie, anche se al momento «le condizioni, pur nella loro gravità, sono stabili e riusciamo a mantenerli non in pericolo di vita immediato». Sul loro decorso però «si naviga a vista» e «ogni giorno è un giorno guadagnato», ha ammesso il medico. Il problema principale è il doppio trauma subito dalle vittime: da un lato le ustioni estese, dall’altro l’inalazione prolungata di fumi tossici durante l’incendio.
Il combinato tra ustioni e fumi velenosi
Proprio la combinazione tra i due fattori rappresenta la criticità maggiore. «La quantità di ustione sarebbe più che sufficiente per essere preoccupati. Il combinato disposto di aver dovuto respirare fumi velenosi per un periodo molto lungo, insieme alle ustioni, moltiplica il problema. È un vero problema», ha sottolineato Casella. Nel pomeriggio e in serata di ieri erano in programma diversi interventi chirurgici sui pazienti ricoverati, con il personale impegnato a gestire una situazione complessa che richiede monitoraggio costante e cure intensive continue.
Il governo vallese ai Comuni: «Fate i controlli»
Dopo l’incendio di Capodanno a Crans-Montana con 40 morti e 116 feriti, il governo del Canton Vallese in una nota «ricorda a tutti i comuni i loro obblighi legali legati alla protezione contro gli incendi e chiede loro di prendere contatto» con le strutture pubbliche competenti. In dettaglio, l’esecutivo chiede di «procedere a una verifica delle procedure interne, della formazione del personale e dei dispositivi di sicurezza».
Inoltre menziona gli obblighi di «ispezione periodica da parte di un professionista della protezione incendi» e che, dove necessario, «devono essere adottate misure appropriate per prevenire qualsiasi rischio per le persone e le infrastrutture». Il governo del Cantone «analizza anche in che misura la legislazione sulla protezione contro gli incendi dovrà essere adattata a seguito di questo avvenimento drammatico».
