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Giorgio Parisi voterà no al referendum sulla giustizia

07 Gennaio 2026 - 09:29 Alba Romano
giorgio parisi israele gaza
giorgio parisi israele gaza
Il premio Nobel per la fisica: prima di essere uno scienziato sono un cittadino

«Prima di essere uno scienziato sono un cittadino. E come cittadino questa battaglia mi interessa moltissimo perché penso che il punto fondamentale sia essenzialmente difendere l’indipendenza della magistratura». Questo dice il premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi in un’intervista a Repubblica spiegando le ragioni per cui ha aderito al comitato Società civile per il No al referendum sulla riforma della giustizia.

La riforma e il referendum

Questa riforma, afferma «ha lo scopo politico di indebolire la magistratura. Noi ci schieriamo in difesa della sua indipendenza affinché i magistrati possano continuare a indagare anche i politici, che non devono ritornare a essere una casta di intoccabili», aggiunge Parisi. Perché «un Consiglio superiore della magistratura diviso a pezzi è infinitamente più debole di un singolo consiglio più grande e anche più facilmente scalabile. Anche la scelta del sorteggio cerca di evitare che nel Consiglio superiore della magistratura ci siano persone di prestigio. Al contrario persone scelte a caso sono più facilmente influenzabili. Questo sarà l’unico caso in Italia in cui i rappresentanti di un gruppo vengono sorteggiati».

Secondo Parisi «il governo sopravviverà benissimo a questo referendum, qualsiasi sia l’esito. Il referendum ha uno scopo ben preciso: indebolire la magistratura», conclude.