Jacob Frey, il sindaco che ha detto all’Ice: «Vattene via da Minneapolis». La situazione in città e le squadre anti agenti – Il video
Lo afferma chiaro e forte il sindaco di Minneapolis Jacob Frey: «L’uso sconsiderato del potere dei federali ha portato alla morte di una persona». Perciò la versione fornita dall’Ice sulla morte di Renee Nicole Good, cittadina americana uccisa da un agente nella sua città sono «bullshit» (cazzate, ndr). Rivolgendosi direttamente agli agenti federali, Frey ha lanciato un appello diretto: «Andatevene via da Minneapolis». Frey è un democratico progressista, esponente del DFL. Eletto nel 2018, sente sulle spalle il peso di una città oramai sotto scacco dei federali. Ora le sue reazioni stanno diventando virali. Posizioni su cui potrebbero accordarsi altri sindaci che stanno vivendo una situazione similare a quella di Minneapolis.
«Scusate se ho offeso le vostre orecchie da principesse Disney»
Tra i tanti interventi fatti dal sindaco in queste ore c’è una sua intervista alla Cnn. Davanti alla domanda se chi lo ha criticato per l’appello fatto ha replicato: «Mi dispiace molto se ho offeso le loro orecchie da principessa Disney, ma il punto è questo: se parliamo di ciò che è provocatorio, da un lato abbiamo qualcuno che ha detto una parolaccia, dall’altro abbiamo qualcuno che ha ucciso un’altra persona», ha detto il sindaco ricordando il suo fu*k rivolto agli agenti Ice durante il punto stampa di ieri. «Penso che l’azione più provocatoria sia uccidere qualcuno. Quindi, ancora una volta, cerchiamo di essere realistici, onesti e diretti su ciò che sta accadendo qui. Questo non va bene», ha concluso.
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La situazione a Minneapolis
A dicembre l’amministrazione Trump ha aggiunto centinaia di altri agenti federali per l’immigrazione in Minnesota, in particolare per l’individuazione dei residenti somali. Secondo quanto ricostruito dal Guardian gli agenti federali stanno invadendo le principali città, andando porta a porta nelle attività commerciali e fermando le persone a bordo dei loro veicoli, come è successo a Minneapolis. Questa operazione durerà 30 giorni ed è la prima settimana di “lavoro”. Da giorni la situazione in città è tesa, con vetrine chiuse e strade silenziose nei quartieri un tempo popolati da residenti somali e latinoamericani.
I cittadini anti-Ice. «Questo non è normale»
La risposta della comunità all’invasione dell’Ice però, precisa il Guardian, si è dimostrata rapida e decisa. Migliaia di persone si sono formate come osservatori costituzionali negli ultimi mesi. Le chat di Neighborhood Signal sono piene di avvistamenti di agenti e veicoli sospetti pronti a prelevare migranti. Gli osservatori pattugliano gli angoli delle strade nelle zone più trafficate. Chiamano le linee di assistenza che ricevono segnalazioni di attività dell’ICE e documentano la presenza degli agenti. Suonano fischietti o clacson quando confermano la loro presenza. E se una persona viene prelevata dall’ICE, i volontari lavorano per aiutare chi è rimasto solo in famiglia, con servizi legali, cibo, assistenza per il pagamento delle bollette e supporto emotivo. Torres DeSantiago gestisce uno di questi gruppi, l’Immigrant Defense Network. Al Guardian ha raccontato la sua attività: «Non è un comportamento normale quello di vedere una donna trascinata a faccia in giù sul pavimento di cemento, o colpita da spray al peperoncino o colpita da proiettili di gomma, o di vedere una persona disabile spinta violentemente a terra, o famiglie fatte a pezzi, o una situazione di stallo che si verifica sul tetto con temperature sotto lo zero. E cosa dovremmo fare? Continuare a sorseggiare il nostro caffè come se nulla fosse successo?». E infine: «Questo non è normale. Non è normale per la nostra psiche vedere questo livello di violenza e dare per scontato che saremo semplicemente a posto con quello che sta succedendo».
