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«Vi spiego perché la strage di Crans-Montana rischia di non avere giustizia»

09 Gennaio 2026 - 08:32 Alba Romano
Crans Montana Le Costellation
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Rosa Cappa, ex procuratrice federale svizzera: non è stato contestato il dolo

«Un fatto di una gravità inaudita, inconcepibile. Tutte quelle giovanissime vittime, centinaia di feriti, inaccettabile. Eppure l’inchiesta per l’accertamento delle responsabilità è partita in modalità soft. Tante conferenze stampa, pochi atti tempestivi. Nessun arresto, nessun sequestro di atti». A dirlo in un’intervista a Il Sole 24 Ore Rosa Cappa, ex procuratrice federale della Confederazione elvetica. «Davvero non capisco perché la procuratrice non abbia chiesto la detenzione preventiva, sapendo che comunque c’è un controllo giurisdizionale sulla sua richiesta. Dovrebbe lasciare al giudice dei provvedimenti coercitivi la valutazione sulla necessità o meno della detenzione, invece di escluderla a priori», aggiunge.

La colpa e il dolo

Rosa Cappa non l’avrebbe esclusa: «I presupposti per le misure cautelari in Svizzera sono gli stessi del Codice di procedura italiano: oltre ai gravi indizi della commissione di un reato, il serio pericolo che l’indiziato si dia alla fuga o che influenzi persone o inquini mezzi di prova compromettendo l’accertamento della verità o reiteri il reato. In questo caso, dalle informazioni emerse finora, a mio avviso i presupposti ci sono». Infine, secondo l’ex procuratrice, «c’è un capitolo dei controlli che spettavano agli addetti del Comune alla sicurezza e che non sono stati effettuati con la dovuta frequenza ed, evidentemente, diligenza. Certo che esiste il dolo eventuale e, con gli elementi che sono emersi, io avrei aperto l’indagine per reati intenzionali», conclude.