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Lo chef anti-mafia Natale Giunta se la prende con i maranza: «Vietato l’ingresso nei miei locali» – Il video

11 Gennaio 2026 - 12:10 Alba Romano
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Il cuoco palermitano spiega la sua decisione in un'intervista al Corriere: «Sto solo cercando di difendermi»

È diventato noto per le sue battaglie contro la mafia, ma da qualche tempo Natale Giunta ha un nuovo nemico: i maranza. Con un video pubblicato su Instagram, lo chef siciliano ha annunciato che d’ora in poi non li farà entrare nel suo ristorante CitySea, a Palermo. «La tua presenza non è benvenuta, il tuo stile non è ammesso. Vesti con tuta lucida di imitazione Armani, occhiali Cartier falsificati, un borsello Gucci fake, e una collana di provenienza incerta, il tutto accompagnato da una barba che richiama stili discutibili di gomorrista. Pertanto, ti invitiamo a non entrare nei miei locali», si legge nel post condiviso sui social.

La crociata anti-maranza di Natale Giunta

Intervistato dal Corriere, Natale Giunta ha spiegato meglio la sua decisione: «Sto soltanto cercando di difendermi da tanti delinquenti che entrano nei locali solo per fare rissa». In realtà, fa notare la giornalista, bar e ristoranti non possono rifiutare persone. «Vero – risponde lo chef – ma questo è un locale di pubblico spettacolo. Per l’articolo 90 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza se scoppia una rissa — da una discussione all’interno per, poi, proseguire all’esterno — l’episodio può comunque essere ricondotto all’attività. In questi casi scatta la chiusura del locale e, alla reiterazione, si può arrivare alla revoca della licenza».

«È tutela, non discriminazione»

Le crociate «anti-maranza», una definizione con cui spesso si fa riferimento a gruppi di italiani di seconda generazione, sono state sposate da compagini di destra e persino estrema destra. E allora, chiede l’intervistatrice, vietare loro l’ingresso non è discriminante? «La discriminazione colpisce le persone per ciò che sono. Io – precisa Natale Giunta – mi riferisco a comportamenti. Contrastare la delinquenza non significa prendere di mira un’identità, ma proteggere chi lavora e chi frequenta i locali nel rispetto delle regole. In questo senso, l’esclusione di chi mette a rischio la sicurezza altrui non è discriminazione, ma una misura di tutela».

La precisazione sui clienti con la barba

E visto che nel suo video Instagram se la prende con chi ha la «barba da delinquente» o un certo modello di occhiali, lo chef palermitano approfitta dell’intervista al Corriere per fare una precisazione: «io non voglio dire che chi ha la barba non è benvenuto. Io punto il dito contro personaggi malavitosi che arrivano in branco, senza il minimo rispetto: per chi lavora, per chi garantisce sicurezza ai clienti, per chi vuole divertirsi in tranquillità e ha il sacrosanto diritto di farlo, senza rischi per la propria incolumità».