Famiglia nel bosco, trovata (dopo due mesi) una maestra per i piccoli. Catherine rimane, ma la casa-famiglia costa molto al comune

Nonostante le difficoltà emerse con i contrasti tra Catherine Birmingham e la struttura che ospita lei e i bambini della “famiglia nel bosco“ è stata trovata una maestra per i piccoli. A parlarne è oggi Il Corriere della Sera. Dopo una lunga esplorazione si è raggiunto un accordo con un’insegnante in pensione che ha accettato di impartire lezioni ai Trevallion. Andrà a domicilio nella struttura. Ha accettato dopo una sequela di candidati che hanno preferito rinunciare per evitare la ribalta mediatico del caso.
Mamma Catherine non verrà allontanata
Ieri sono emerse indiscrezioni secondo cui mamma Catherine, a cui è stata data ospitalità nella casa famiglia, anche se in una stanza differente, rischia di essere allontanata proprio per le sue rigidità. Ma il Corriere afferma come questa ipotesi sia improbabile dato che la sua autorizzazione ad affiancare i bambini poggia su una precisa decisione dei giudici. Anche se i rapporti con il personale, come ha confermato di recente anche il padre Nathan Trevallion, sarebbero spesso tesi.
I Trevallion-Birmingham in casa famiglia sono costati già 9mila euro al Comune
Il 23 gennaio inizieranno gli approfondimenti psicodiagnostici chiesti dal tribunale. E se davvero è confermato il nervosismo dei bambini, come raccontato dal papà Nathan, il caso rischia di complicarsi. Ne è preoccupato anche il sindaco di Palmoli Giuseppe Masciulli, secondo il Corriere della Sera. «Ogni giorno di permanenza di Catherine Birmingham e dei suoi figli nella casa famiglia di Vasto – specifica il sindaco al quotidiano – costa 244 euro. Finora abbiamo già speso circa 9 mila euro, un salasso per i nostri bilanci, temiamo che questa situazione si protragga a lungo». Non è solo una questione economica. «Spiace I’Immobilismo. Non sappiamo nulla sulla scuola, non abbiamo ricevuto nessuna richiesta di concessione edilizia per i lavori di ristrutturazione del casolare di Nathan. Niente di nientе…».
