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Il 70enne, la compagna e il genero: la famiglia dietro al gruppo sessista “Mia moglie”

11 Gennaio 2026 - 10:08 Alba Romano
mia moglie gruppo
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A gestire il tutto sarebbe stato l'anziano, deceduto a marzo. I due parenti, interrogati, si sono dichiarati estranei ai fatti

Dietro la pagina Facebook «Mia Moglie», con migliaia di iscritti in cui venivano mostrati dettagli intimi di donne comuni con scatti rubati c’era un 70enne leccese, una donna di 52 anni sua compagna e un 24enne suo genero o meglio ex compagno della figlia. Questa la scoperta della procura di Roma, secondo cui l’anziano, che è deceduto nel marzo scorso, avrebbe amministrato la pagina ассеdendo anche dalle utenze intestate ai due familiari. Per questo, riporta Il Corriere della Sera, le posizioni dei due indagati per diffamazione aggravata e diffusione illecita di immagini e videо sessualmente espliciti, potrebbe presto essere chiusa.

I parenti si dichiarano estranei

I due interrogati dalla questura a Bari si sono detti estranei a ogni accusa. «La signora è emotivamente molto colpita – sostiene al quotidiano il suo avvocato, Salvatore Rondine – perché non si aspettava che il marito arrivasse a tanto. Ha collaborato alle indagini e anche
la figlia è certa della sua innocenza». Un 70enne con alle spalle due matrimoni, abbandoni del tetto coniugale e una malattia motivo per cui era tornato dalla donna, oggi indagata. Nel decreto di perquisizione, firmato dal pm llaria Corda ed eseguito dagli agenti per la sicurezza cibernetica del Cosc di Bari e della Socs di Lecce, emerge la «reiterata commissione
di plurimi reati in concorso con soggetti allo stato ignoti (gli iscritti alla pagina, ndr)». Non si nota nemmeno il fine di lucro, a differenza di altri portali ma la mercificazione della donna è confermata. Per questo sono scattate le perquisizioni, «per individuare il numero più
ampio possibile di iscritti. Anche se nei loro casi si può procedere solo dietro querela delle donne fotografate».

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