Taxi, la manifestazione a Roma con bombe carta e fumogeni davanti a Montecitorio: le voci dalla piazza – Il video
È durata tutta la giornata, e a fine pomeriggio era ancora in corso, davanti a Montecitorio la manifestazione di protesta dei tassisti, con l’intero stop della categoria sul territorio nazionale. Anche se il numero dei manifestanti nell’area transennata davanti alla Camera è stata variabile nel corso della giornata di oggi, 13 gennaio, sono stati molti i lanci di bombe carta e fumogeni. L’area è comunque presidiata dalle forze dell’ordine.
Le ragioni della protesta
La mobilitazione indetta dalle 8 alle 22, prevede molti sit-in in diverse città, ma la protesta più sentita è quella nella Capitale, con un corteo arrivato in centro e partito da Fiumicino. Dietro lo sciopero l’accusa al governo di aver aperto alle piattaforme private on line – come Uber – accusate di aver invaso il mercato con «tariffe variabili, spesso molto più alte nei momenti di necessità: pioggia, scioperi, eventi e urgenze». Un modello «non costruito per il cittadino ma per massimizzare il profitto». Alla protesta non hanno aderito invece le sigle Uritaxi e il consorzio itTaxi. Il vice premier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha convocato per domani tutte le associazioni sindacali di categoria. «Non ho voluto interferire», ha sottolineato. «È giusto che ognuno rivendichi quello che ritiene di rivendicare – prosegue – domani pomeriggio ho convocato tutte le sigle dei Taxi al ministero». Mentre Salvatore Deidda, presidente della Commissione Trasporti, della Camera sottolinea: «È necessario che prevalga il rispetto reciproco, senza eccessi o toni intimidatori».
Hallissey respinto tra sputi e insulti
In un clima tutt’altro che sereno Matteo Hallissey, presidente di +Europa e Radicali, ha provato a manifestare pacificamente contro lo sciopero. I tassisti però non l’hanno presa bene: la risposta, dichiara, «è stata un’aggressione pesantissima, hanno sfondato la piazza e tentato di superare le forze dell’ordine per raggiungerci tra sputi e calci». Hallisey parla di «lobby vergognosa», mentre il Codacons sottolinea «che vuole stabilire le regole unicamente a proprio vantaggio, usando il paravento degli utenti».
«Dietro a questa protesta ci sono le nostre famiglie»
«Chiediamo al governo di far rispettare le dovute leggi – spiega ad Open un tassista di Napoli presente alla manifestazione – Noi paghiamo le tasse, mentre multinazionali e operatori senza gli stessi requisiti entrano nel settore e ci tolgono lavoro e rispetto». «Dietro questa protesta – aggiunge – ci sono le nostre famiglie e le nostre priorità».
(video di Sofia Spagnoli per Open)
