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Studentesse spiate e filmate nei bagni dell’università, l’allarme alla Ca’ Foscari: «Chiudetevi dentro e chiamateci»

14 Gennaio 2026 - 13:44 Ygnazia Cigna
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Caccia al responsabile che ha allungato la mano sotto la porta dei bagni per riprendere le ragazze e poi scappare

Due studentesse dell’università Ca’ Foscari sono state spiate e filmate mentre si trovavano nei bagni dell’ateneo nella sede di Mestre, in via Torino. Al momento, è caccia ai responsabili. Il primo episodio era stato segnalato anonimamente in una pagina social interna degli studenti. «Voglio segnalare una cosa che mi è successa nei bagni vicino all’aula 2 dell’edificio Zeta. Ero seduta in bagno e ho visto un telefono da sotto la porta che mi stava riprendendo. Parlandone con chi di dovere, mi hanno detto che era successa la stessa cosa ad un’altra ragazza la settimana scorsa. Ragazze, dovete stare attente e fare denuncia», si legge nel post.

La mail dell’università agli studenti e alle studentesse

L’università ha confermato le denunce e ha inviato una comunicazione ufficiale via mail a tutti gli studenti e studentesse, sia in italiano che in inglese. «Desideriamo informarvi di un episodio di estrema gravità nei bagni delle donne. Due studentesse hanno segnalato che uno smartphone era stato introdotto nel bagno attraverso l’apertura inferiore della porta e sospettano che stesse effettuando riprese. Il dispositivo è stato immediatamente ritratto quando le studentesse stavano per uscire. Entrambe hanno presentato formale denuncia», si legge nella comunicazione dell’ateneo. Ca’ Foscari ha poi fornito alcuni indicazioni di sicurezza a tutte le studentesse nel caso in cui l’episodio si ripetesse: «Si consiglia di rimanere chiuse in bagno e di telefonare al centralino del Campus Scientifico al numero 041 234 8411». L’ateneo ha inoltre assicurato che valuterà provvedimenti adeguati, compresa l’installazione di sistemi di sorveglianza e dissuasione.

Gli studenti: «Le indicazioni? Non sono sicure»

Su tutte le furie i collettivi universitari che puntano il dito contro le indicazioni dell’ateneo. «Come si può pensare che sia una scelta sicura impossessarsi del cellulare del molestatore e chiamare un numero generico dell’università, senza certezza alcuna di ricevere risposta o intervento immediato ed efficace?», denuncia il collettivo L.i.s.c. in una nota. «La proposta maschera una triste realtà: Ca’ Foscari non ha nessun iter da applicare, né mette a disposizione di studentesse e studenti i giusti strumenti di tutela in caso di molestie», aggiunge. Ca’ Foscari, dal canto suo, ricorda che l’ateneo è dotato di un Comitato Unico di Garanzia e la Consigliera di Fiducia, specializzati nel fornire assistenza in situazioni di molestie sessuali, discriminazioni o altre situazioni di disagio.

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