L’allarme di Bassetti sul norovirus: «Bastano poche particelle virali per innescare l’infezione». Come ci si contagia

Il primo focolaio di norovirus del 2026 si è verificato a bordo di una nave da crociera nei Caraibi, riportando l’attenzione su un virus altamente contagioso e particolarmente insidioso in ambienti chiusi. A commentare l’episodio è Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’Irccs ospedale policlinico San Martino di Genova, che sui social ha spiegato le caratteristiche del patogeno e le ragioni della sua rapida diffusione. «Il norovirus è un agente virale estremamente contagioso ed è riconosciuto a livello globale come una delle principali cause di gastroenterite acuta soprattutto in ambienti chiusi e ristretti come navi da crociera e scuole. La sua capacità di provocare focolai epidemici risiede in una carica infettante molto bassa, poiché bastano poche particelle virali per innescare l’infezione in un ospite sano», sottolinea l’infettivologo.
January 15, 2026
Il caso della nave Rotterdam
Il caso riguarda la nave Rotterdam della Holland America Line, dove durante una crociera di Capodanno si è sviluppata un’epidemia di gastroenterite. «Quasi cento persone – ricorda il medico – sono rimaste coinvolte in un focolaio di infezione gastrointestinale da norovirus a bordo della nave Rotterdam durante una crociera di capodanno nei Caraibi. Secondo i dati riportati dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, il personale di bordo ha attuato protocolli di isolamento e intensificato le operazioni di disinfezione per contenere la diffusione del patogeno».
Come avviene il contagio da norovirus
Ma come avviene il contagio? Bassetti ribadisce che «si trasmette principalmente per via oro-fecale, attraverso il contatto diretto con persone infette, il consumo di acqua o alimenti contaminati e la persistenza del patogeno su superfici inerti». Nella maggior parte dei casi, spiega, non si registrano complicazioni gravi: «In genere non ci sono casi gravi e la diarrea e il vomito durano qualche giorno. Giusto il tempo per rovinare la vacanza caraibica».
L’allarme sull’urinoterapia
Accanto all’allarme sul norovirus, Bassetti ha acceso i riflettori anche su pratiche che definisce prive di fondamento scientifico e potenzialmente pericolose, come l’urinoterapia. «Ci sono persone che bevono la pipì, la bevono per scopi curativi o per pratiche sessuali», denuncia il medico, che si dice «sconcertato». «L’urinoterapia è una medicina alternativa che sfrutta l’urina per presunti benefici su sistema immunitario, allergie e problemi della pelle, ma è priva di basi scientifiche ed è pericolosa per la salute, non essendoci prove di efficacia e potendo portare a infezioni o intossicazioni da riassorbimento di scorie». Nessun beneficio, dunque, ma solo rischi per la salute.
Bassetti: «Bere le urine fa male»
Nel raccontare un episodio emblematico, Bassetti aggiunge: «Una volta alla “Zanzara” ho visto una signora che beveva le proprie urine, anzi le aveva tenute sul davanzale per farle in qualche modo invecchiare». Un comportamento che il medico condanna senza mezzi termini: le urine bevute «fanno male», ammonisce, perché «non c’è nessuna evidenza scientifica che possano portare dei benefici», anche se «qualcuno dice che sono addirittura curative».
Il pericolo, insiste, è concreto: «Possono essere molto pericolose per la vostra salute, sia bere le vostre urine che – ancora peggio – bere quelle di qualcun altro. Attenzione». E conclude con un monito netto: «perché se il nostro corpo elimina delle scorie è perché non le dobbiamo reintrodurre. È come se uscissero dalla finestra e noi le reintroduciamo dalla porta principale. Attenzione, attenzione, evitate queste pratiche che rischiano di fare davvero male alla vostra salute».
