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Crans-Montana, arriva un antibiotico di ultima generazione per i feriti. Bassetti: «Le infezioni sono la complicanza più grave per gli ustionati»

15 Gennaio 2026 - 22:07 Alba Romano
feriti crans montana farmaco sperimentale bassetti liguria
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Dalla Liguria è arrivato un farmaco sperimentale per trattare alcuni dei pazienti rimasti feriti nell'incendio di Capodanno in Svizzera

Prosegue senza pause il lavoro dei medici dell’ospedale Niguarda di Milano sui feriti dell’incendio di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera. Regione Lombardia si è attivata per far arrivare nel più breve tempo possibile un antibiotico di ultima generazione per i ragazzi feriti, rivolgendosi direttamente alla ditta produttrice e, nell’attesa del suo arrivo, è stato avviato anche il reperimento presso le strutture ospedaliere del territorio nazionale. «I pazienti con gravi ustioni sono estremamente esposti al rischio di infezioni, in particolare all’apparato respiratorio quando questo risulta interessato dall’inalazione di fumi», ha spiegato Guido Bertolaso, assessore regionale al Welfare.

L’aiuto dalla Liguria

Un primo aiuto, intanto, è arrivato dalla Regione Liguria, che ha messo a disposizione il farmaco sperimentale citato da Bertolaso, ritenuto potenzialmente utile per il trattamento delle infezioni nei feriti di Crans-Montana. Il farmaco sperimentale Sulbactam-durlobactam, conosciuto con il nome commerciale Xacduro, è una combinazione antibiotica innovativa, non ancora in commercio in Italia, per trattare infezioni gravi da acinetobacter baumannii resistente ai carbapenemi (Crab).

Bassetti: «Le infezioni sono la complicanza più pericolosa per gli ustionati»

Il farmaco, spiega Matteo Bassetti sui social, «è stato reso disponibile a seguito della richiesta avanzata dalla professoressa Alessandra Bandera e dal professor Giacomo Grasselli del Policlinico di Milano, che hanno chiesto di poter somministrare il trattamento per uno dei pazienti attualmente ricoverati». Il Policlinico San Martino, dove lavora Bassetti, dispone infatti del farmaco. «Le infezioni sono purtroppo la complicanza più pericolosa per il paziente ustionato, poiché la pelle danneggiata perde la sua funzione barriera, esponendo a batteri, funghi e altre infezioni. In questo caso – spiega Bassetti – si tratta di una infezione da Acinetobacter baumannii resistente a tutti gli antibiotici disponibili. Questa vicenda dimostra quanto sia strategico continuare a investire sulla sanità pubblica, sulla ricerca e sulla collaborazione tra territori e regioni».

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