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«Atif ha ucciso con brutalità e disinvoltura», il gip non crede al 19enne: l’avvertimento e la lama, l’ipotesi della perizia psichiatrica

19 Gennaio 2026 - 20:58 Giovanni Ruggiero
zouhair atif coltello Abanoub Youssef omicidio la spezia
zouhair atif coltello Abanoub Youssef omicidio la spezia
Il giudice non ha creduto alla versione del 19enne, secondo cui non c'era intenzione di uccidere il compagno di scuola. Ma quello si sarebbe spostato all'ultimo

Secondo il Gip della Spezia, Zouhair Atif ha ucciso il compagno di scuola Abanoub Youssef con «peculiare brutalità» e «allarmante disinvoltura». Il giudice lo riporta nell’ordinanza che ha confermato il carcere per il 19enne marocchino, alla fine dell’udienza di convalida dell’arresto. Lo scorso venerdì, all’interno dell’istituto professionale «Chiodo-Einaudi» della Spezia, Atif ha sferrato una coltellata mortale ad Abanoub Youssef. L’avvocato difensore Cesare Baldini ha anticipato che potrebbe chiedere la perizia psichiatrica per il suo assistito. Il 19enne è accusato di omicidio aggravato dai futili motivi. Per il momento non è stata ancora considerata l’aggravante della premeditazione.

La versione del 19enne smontata dal giudice

Durante l’interrogatorio di garanzia, il gip ha sistematicamente smontato la ricostruzione fornita dal 19enne. Il gip ha evidenziato innanzitutto i «futilissimi motivi» che avrebbero spinto all’omicidio del compagno di scuola. Ancora meno credibile è apparsa la giustificazione sul perché Atif avesse nascosto sotto i pantaloni un coltello con lama superiore ai 22 centimetri, acquistato due giorni prima del delitto. Arma definita «particolarmente micidiale».

Il gip non ha creduto alla versione secondo cui il 19enne volesse solo ferire l’altro ragazzo. Al giudice Atif ha provato a dire che voleva solo dare un segnale, colpendo la vittima alla gamba. Ma lui si è spostato sulla sedia, perciò il fendente al costato è stato letale. Una versione giudicata del tutto inverosimile sia per le numerose testimonianze raccolte subito dopo i fatti, sia per la dinamica e l’intensità del colpo stesso.

L’arresto fatto dai professori

Secondo quanto emerge dall’ordinanza, sono stati infatti i professori dell’istituto Einaudi a bloccare Atif immediatamente dopo l’accoltellamento, a mettere in sicurezza l’arma del delitto inserendola in un sacco della spazzatura e a metterla su una cattedra nel corridoio. Gli insegnanti hanno poi consegnato sia il giovane fermato che il corpo del reato agli agenti della polizia non appena questi sono arrivati nella scuola.

Il passato difficile e l’ipotesi della perizia

L’avvocato Baldini ha spiegato che Atif ha detto di essersi sentito minacciato dalla vittima e ha negato categoricamente precedenti episodi in cui avrebbe minacciato altri con un coltello. Il legale ha descritto il ragazzo come una persona segnata da profonde sofferenze. rimasto solo in Marocco fino ai 15 anni, poi rientrato in Italia prima della pandemia e nuovamente dopo il Covid. Un ragazzo che vive un forte isolamento, con scarsi legami di amicizia e un passato di comportamenti autolesionisti. Per questo, secondo la difesa, ci sarebbero tutti i presupposti per richiedere una perizia psichiatrica. Paradossalmente, ha aggiunto Baldini, la detenzione cautelare rappresenta in questo momento la soluzione migliore per proteggere Zouhair da se stesso.

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