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Svolta nella sanità, gli infermieri potranno prescrivere alcune ricette (e i medici sono sul piede di guerra)

20 Gennaio 2026 - 16:43 Ygnazia Cigna
infermieri-ricette-lauree
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Le novità in arrivo per il mondo sanitario inserite nel decreto del ministero dell'Università e della ricerca

Svolta nella sanità in arrivo. Stanno per nascere tre nuove figure di infermiere specializzato, che saranno formate attraverso altrettante nuove lauree magistrali. Si tratta dell’infermiere specializzato in «Cure primarie e sanità pubblica», in «Cure pediatriche e neonatali» e, infine, in «Cure intensive e nell’emergenza». Il primo potrà ad esempio essere impiegato nell’assistenza domiciliare, nella prevenzione sul territorio e nelle case di comunità finanziate dal Pnrr. Il secondo negli ospedali e negli ambulatori territoriali specializzati nelle cure neonatali e pediatriche. E il terzo nelle cure intensive e nei contesti più critici. La novità nasce dallo schema di decreto del ministero dell’Università e della ricerca, trasmesso al Parlamento il 31 dicembre scorso, che modifica il decreto dell’8 gennaio 2009 sulle classi di laurea magistrale delle professioni sanitarie, introduce nuovi percorsi biennali per gli infermieri già in possesso della laurea triennale, e attribuisce agli infermieri specializzati anche la possibilità di prescrivere alcune ricette.

Quali ricette potranno prescrivere gli infermieri

Attualmente, l’unica laurea magistrale prevista per gli infermieri è quella in «scienze infermieristiche e ostetriche», solitamente orientata a ruoli manageriali. I nuovi corsi, però, potrebbero partire già dal prossimo anno accademico o da quello successivo (2027-2028). Ma c’è anche un’altra novità in arrivo. Tra le competenze previste dai nuovi percorsi di studio, compare anche la possibilità, per gli infermieri con laurea magistrale, di fare prescrizioni infermieristiche. Ma solo di «presidi, ausili e tecnologie legate all’assistenza infermieristica», come dispositivi per l’incontinenza, materiali specifici per le medicazioni o le sacche per le stomie. Una prospettiva che dovrà essere definita anche sul piano normativo e che potrebbe rientrare nella delega di riforma delle professioni sanitarie attualmente all’esame del Parlamento.

Ricette prescritte dagli infermieri: perché i medici sono contrari

Sulla possibilità di dare la competenza della prescrizione agli infermieri però, i sindacati dei medici sono sul piede di guerra. Le sigle Anaao AssomedCimo-FesmedFimmg e Sumai (Fnopi) sono del tutto contrarie e considerano lo schema di decreto «l’ennesimo blitz perpetuato in spregio a un preliminare confronto con i medici cui, di fatto, sono attribuite inequivocabili prerogative nella diagnosi e terapia». Contrario anche il Sindacato Medici Italiani (Smi), secondo cui l’operazione «trasla» alcune «competenze mediche verso professioni a più basso costo, che hanno avuto una formazione che è costata di meno».

La posizione della Federazione degli infermieri

Diversa, invece, la posizione della Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (Fnopi) che parla di «svolta epocale, attesa da anni» che «finalizza un modello di assistenza infermieristica disegnato sulle reali necessità dei cittadini». Quanto alle ricette, la Fnopi ci tiene a sottolineare che le nuove indicazioni sulle prescrizioni si limitano a dispositivi legati all’assistenza infermieristica: «Negli ambulatori dedicati, ad esempio, sono gli infermieri che si prendono cura delle stomie, individuano il dispositivo più adatto al paziente e poi indicano cosa serve al paziente, ma è qualcun altro che lo scrive».

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