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Diego Baroni scomparso a Verona a 14 anni: «Contattato in rete». Si indaga per sottrazione di minore

21 Gennaio 2026 - 08:35 Alessandra Mancini
Non si hanno sue notizie da nove giorni. Il suo cellulare, la sera stessa della scomparsa, ha agganciato due celle in centro a Milano

Non si hanno sue notizie da nove giorni. Diego Baroni, il 14enne di San Giovanni Lupatoto (Verona), la mattina dello scorso 12 gennaio ha salutato la mamma Sara Agnolin ed è uscito di casa per andare a scuola. Indossava un giubbotto blu con un berretto di lana scuro, pantaloni della tuta e sneakers nere. Ma all’Istituto professionale Giorgi di Verona, dove frequenta la prima superiore, non è mai arrivato. Un’ex compagna delle medie ha riferito di averlo incontrato quella mattina nella stazione di Verona Porta Nuova, dove Diego le ha detto che era diretto a Milano per raggiungere alcuni amici. Poi più nulla. 

La procura procede per sottrazione di minore

Secondo gli inquirenti potrebbe non essersi allontanato da solo. La procura di Verona, che nei giorni scorsi ha aperto un fascicolo senza ipotesi di reato né indagati, ora procede per sottrazione di minore. Una delle piste su cui si starebbero concentrando le indagini è proprio quella che qualcuno, forse una persona conosciuta online, stia nascondendo il ragazzo o agevolando la sua fuga. Anche un’amica della mamma di Diego è convinta che non sia da solo. «Pensiamo che Diego non sia in giro da solo, sperando che sia in giro…», dice Irene, un’amica di famiglia, a la Repubblica. «Pensiamo che ci sia qualcuno che lo sta trattenendo, se non fisicamente, di certo psicologicamente».

Il cellulare ha agganciato due celle a Milano

Tra gli elementi al vaglio degli investigatori c’è in particolare il cellulare del 14enne, che la sera stessa della scomparsa ha agganciato due celle in centro a Milano. E da quel momento in poi è sempre risultato spento. Nelle ore successive, però, il suo profilo Tiktok sarebbe stato utilizzato. Tanto che alcuni compagni di basket hanno riferito di aver ricevuto una notifica da parte sua, ossia l’accettazione delle loro richieste d’amicizia.  La famiglia, stando a quanto ha riferito agli investigatori, non era a conoscenza di presunte sue frequentazioni nel capoluogo lombardo né che il 14enne potesse avere ragioni specifiche per andarci.

Nei giorni scorsi i carabinieri hanno prelevato anche il computer di Diego, che verrà esaminato da un perito nominato dalla Procura. Al momento non si esclude infatti nemmeno la pista di un allontanamento volontario, pianificato dal ragazzino in modo da rendersi irrintracciabile e che potrebbe essere stato messo in atto grazie all’aiuto di terzi.

Il suo paese scende in piazza

Ieri sera, nel paese del Veronese di circa 25mila abitanti, la comunità si è riunita per una camminata silenziosa per il 14enne, che si è conclusa con un momento di preghiera. Un’iniziativa per «testimoniare l’unità con la famiglia di Diego, in questo delicato momento», come ha fatto sapere il sindaco Attilio Gastaldello, a sua volta presente all’incontro. «La comunità lupatotina è Sara (la mamma che cerca e attende il ritorno di Diego) ed opera e prega perché ci siano mille, 10mila, 100mila persone e più che, a Milano (dove potrebbe essere il giovane) come in tutta Italia si uniscano alla ricerca».

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