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Claudio Carlomagno ha confessato, il crollo davanti al gip per il femmicidio di Federica Torzullo: che cosa rischia il marito

21 Gennaio 2026 - 14:41 Giovanni Ruggiero
Claudio Carlomagno e Federica Torzullo
Claudio Carlomagno e Federica Torzullo
La procura di Civitavecchia contesta all'uomo il reato di femminicidio della 41enne, scomparsa l'8 gennaio ad Anguillara Sabazia, in provincia di Roma. L'orrore emerso dall'autopsia: come l'avrebbe uccisa

È crollato Claudio Carlomagno, l’uomo di 44 anni accusato di aver ucciso la moglie Federica Torzullo ad Anguillara Sabazia sta ammettendo le proprie responsabilità davanti al giudice per le indagini preliminari di Civitavecchia. Dopo giorni di silenzio – si era avvalso della facoltà di non rispondere – durante l’udienza di convalida del fermo ha iniziato a fornire la sua versione dei fatti. La Procura di Civitavecchia gli contesta il femminicidio aggravato e l’occultamento di cadavere, con la richiesta di applicare l’articolo 577 bis del codice penale che prevede l’ergastolo per gli omicidi commessi «per motivi di odio, discriminazione di genere, o per reprimere la libertà» della vittima. Secondo gli inquirenti, il movente sarebbe legato alla rabbia per una nuova relazione intrapresa dalla donna.

Dalla scomparsa al ritrovamento del corpo

La 41enne era sparita nel nulla l’8 gennaio dalla sua abitazione nella provincia di Roma. Le ricerche si sono concluse tragicamente domenica scorsa quando il cadavere è stato scoperto in una buca scavata in un terreno confinante con l’azienda del marito. Carlomagno, fermato e rinchiuso nel carcere di Civitavecchia, aveva mantenuto fino a oggi un atteggiamento poco collaborativo con gli investigatori, che avevano evidenziato anche il rischio di fuga.

L’accanimento emerso dall’autopsia

I primi esiti dell’esame autoptico hanno rivelato la ferocia dell’aggressione: Federica Torzullo è stata colpita con 23 coltellate, la maggior parte concentrate su collo e viso – ben 19 – mentre le altre hanno raggiunto il resto del corpo. Un accanimento che ha convinto gli inquirenti a procedere per la contestazione ora più grave di femminicidio.