Dopo la denuncia di Report, nei pc dei magistrati spunta un altro software: usa l’intelligenza artificiale per gestire i dossier. Ma si può disattivare

Come Sigfrido Ranucci ha raccontato nell’anticipazione di puntata pubblicata oggi, 21 gennaio, sui canali social di Report, da tempo sui pc dei magistrati e del personale amministrativo che lavora in procure e tribunali era stato installato – all’epoca del primo governo Conte, 2019 – ed è ancora funzionante un software di gestione da remoto che, secondo quanto racconta la trasmissione tv, consentirebbe a tutti gli amministratori di accedere ai computer e visionare il contenuto dei documenti salvati nelle singole postazioni, compresi quelli dei magistrati. Una situazione che, dice ancora la trasmissione, sarebbe stata segnalata alla presidenza del Consiglio che avrebbe però preferito soprassedere.
Di rischi di sicurezza, però, nei tribunali italiani si parla già da giorni ma per un altro software che le toghe hanno trovato installato sui pc di servizio al rientro dalla pausa natalizia. Un copilot, licenza Microsoft, di intelligenza artificiale che si propone di riassumere i documenti che il magistrato elabora e persino di fare ricerche all’interno del suo archivio.
In questo caso, però, sebbene una decina di giorni dopo l’effettiva attivazione del software è arrivata anche una lettera dal ministero della Giustizia che parla di “sperimentazione dell’Ai”. Open ha letto la lettera e le spiegazioni che hanno lasciato, però, scettico più di un magistrato. Soprattutto perché il software è stato già attivato a tutti ed è disattivabile solo dopo esplicita richiesta.
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La sperimentazione con l’intelligenza artificiale
La lettera dice che l’iniziativa di installare un copilot con l’Ai, «senza alcuna incidenza sugli aspetti decisori dell’esercizio della funzione giurisdizionale, che resta integralmente rimessa all’autonomia del singolo magistrato, si colloca nell’ambito di supporto all’attività del magistrato». L’utilizzo, specifica poi la missiva arrivata da via Arenula, «non è obbligatorio», sarà accompagnato da corsi di aggiornamento, e propone ai magistrati che non vogliono partecipare di compilare una domanda on line.
La sicurezza
La lettera dice anche che il Copilot di intelligenza artificiale opera all’interno del pacchetto microsoft fornito al ministero «con elevati standard di sicurezza e segregazione dei dati e piena conformità alla normativa in vigore» e propone una prima giornata di formazione on line, la prossima settimana, e specifica che l’intento non è «adottare» ma comprendere la tecnologia. Tra le toghe, però, la perplessità rimane.
