Il ruolo del padre di Carlomagno mentre Federica Torzullo veniva uccisa: cosa ci faceva in auto nella stessa strada e l’altra persona non identificata

Mentre Claudio Carlomagno ripuliva la scena del crimine, suo padre Pasquale si trovava proprio in via Costantino. Non è indagato, ma dovrà presto spiegare agli inquirenti cosa ci facesse lì per nove minuti, proprio la mattina in cui Federica Torzullo veniva uccisa. Le telecamere lo inchioderebbero, visto che dalle 7.08 alle 7.17, Pasquale Carlomagno era nei pressi della villetta della coppia, come emerge dall’ordinanza del giudice per le indagini preliminari Viviana Petrocelli. Una presenza che al momento no trova spiegazioni. Soprattutto alla luce del fatto che il figlio in quello stesso lasso di tempo sarebbe stato impegnato a cancellare le tracce di sangue all’interno della casa.
Quando è morta davvero Federica
L’autopsia dell’Istituto di medicina legale della Sapienza dovrà chiarire un punto cruciale: l’ora esatta del decesso. Carlomagno sostiene di aver ucciso la moglie verso le 6.40. A quell’ora il padre non c’era ancora, quindi non avrebbe potuto aiutarlo materialmente. Però arriva subito dopo, prova a chiamare sia il figlio che la nuora, ormai morta, e le immagini lo mostrano mentre attraversa il cancello. Se sia rimasto nel giardino o rientrato in casa non è chiaro. Quello che è certo è che dopo nove minuti risale sul suo Fiat Doblò e se ne va, passando la giornata tra vari cantieri.
Gli spostamenti registrati dalle telecamere
Alle 7.35 Claudio Carlomagno esce di casa con il cadavere di Federica nel baule della Kia Sportage. Cinque minuti dopo è al deposito dell’azienda di famiglia. Da lì parte un Iveco che va e viene più volte, passando anche da via Costantino alle 10:02, con Carlomagno alla guida. Ma c’è un altro dettaglio inquietante: alle 14:17, quando l’indagato rientra a casa, le telecamere catturano un’ombra sul sedile passeggero. Chi era quella persona non identificata e perché era con lui proprio quel giorno?
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Il movente sull’affidamento del figlio che non convince
Carlomagno parla di «paura di perdere l’affidamento del figlio», cercando di far passare il tutto come un raptus. Ma la gip non sembra credere alla versione dello scatto d’ira dietro al delitto, parlando di «indicazioni generiche» che non spiegano, ad esempio, come abbia fatto a eliminare tutte le tracce ematiche in così poco tempo. E poi c’è la smentita netta della famiglia di Federica: «Si tratta di fesserie», dicono. La vittima non aveva mai minacciato di togliergli il bambino, tanto che a dicembre avevano concordato una separazione consensuale davanti all’avvocato.
Le zone d’ombra ancora da chiarire
La gip Petrocelli scrive nell’ordinanza di «ulteriori elementi e profili investigativi da approfondire». Il reato contestato è femminicidio, dopo che Federica Torzullo era ormai determinata a separarsi. Le indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Ostia sono tutt’altro che chiuse. L’avvocato difensore Miroli, dal canto suo, assicura: «Il mio cliente è pienamente consapevole e pronto a pagare per ciò che ha fatto. Anzi, vuole pagare per ciò che è avvenuto».
