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Casoria, crolla un palazzo sgomberato per una perdita d’acqua: tragedia sfiorata

23 Gennaio 2026 - 09:38 Alba Romano
casoria palazzo crolla
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Un ragazzo ha dato l'allarme dopo essersi accorto che la porta di casa non si chiudeva

Un palazzo che era stato sgomberato a Casoria, comune alle porte di Napoli, è crollato in via Cavour. Nessuna vittima. Ieri i vigili del fuoco avevano sgomberato in via precauzionale una ventina di nuclei familiari residenti in più palazzi della zona per effettuare i controlli sui danni provocati da una condotta dell’acqua. A far scattare l’intervento esplorativo è stato un boato avvertito dai residenti che hanno lanciato subito l’allarme inducendo il sindaco a disporre lo sgombero e la chiusura di due strade.

Il ragazzo che ha dato l’allarme

La tragedia è stata evitata soprattutto grazie all’allarme lanciato da un giovane sposo, Domenico, residente nello stabile. Che si era accorto che, stranamente, le porte della casa in cui viveva non si chiudevano. Poi, altri condomini hanno avvertito dei boati, rumori sordi e visto crepe nel muro. È stato chiamato un ingegnere per un sopralluogo. Il tecnico ha accertato una vasta presenza d’acqua alla base dello stabile. Sono intervenuti i Vigili del Fuoco che hanno provveduto allo sgombero. Stamattina alle 7 il palazzo è crollato, dalle 4 si avvertivano degli scricchiolii.

La disperazione dei residenti

Scene di disperazione tra i residenti che erano stati sgomberati, alcuni hanno trovato riparo in un albergo dove sono stati ospitati, altri hanno dormito in casa. Nell’acquisto della casa erano stati investiti i risparmi di una vita. C’è chi lancia accuse al Comune, chi chiede ora soluzioni immediate. Nel frattempo le mura rimaste in piedi continuano a cadere a pezzi. Alcuni palazzi vicini sono stati sgomberati in via precauzionale per consentire le verifiche. Tra coloro che sono rimasti senza abitazione anche alcuni cani che vivevano con i residenti sgomberati.

«Morirò qua, non me ne vado»

«Morirò qua sotto ma non me ne vado. Sono anni che diciamo che le cose non vanno bene. Che abbiamo piccoli segnali e ora hanno aspettato questo. Non finirà così. Adesso devono aggiustare tutto e devono restituirci le case», dice Roberto Maida che con la moglie e i figli abita in uno degli appartamenti crollati a Casoria. «Qua non funziona niente. Abbiamo buttato i sacrifici di una vita. Stanotte ci hanno fatto dormire per strada. In albergo potevamo andare solo se avevamo minori o persone con patologie. Meno male che non siamo rientrati. Facevamo la fine dei topi», conclude.

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