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«Possono tornare a casa»: dimessi due ragazzi di Milano sopravvissuti al rogo di Crans-Montana: come stanno e quando potranno tornare a scuola

23 Gennaio 2026 - 14:49 Giovanni Ruggiero
Crans-Montana, arrivo al Niguarda
Crans-Montana, arrivo al Niguarda
Erano stati tra i primi a essere ricoverati al centro grandi ustionati dell'ospedale di Milano. I due liceali hanno 16 e 16 anni: ora per loro inizia un lungo percorso per guarire

Potranno tornare presto a scuola i due ragazzi sopravvissuti all’incendio di Crans-Montana. I due studenti di 15 e 16 anni di Milano possono lasciare oggi l’ospedale Niguarda di Milano, dopo settimane di cure al centro grandi ustionati. «Ho parlato con tutti i sanitari e ho potuto salutare due ragazzi che questa mattina vengono dimessi. La prognosi per loro è stata sciolta e quindi possono tornare a casa», ha dichiarato l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso. Uno dei due era stato trasferito il primo gennaio dall’ospedale di Sion, l’altro era arrivato da Losanna il 2 gennaio.

Il lungo percorso di riabilitazione

Le dimissioni sono un segnale di importante miglioramento, ma i due ragazzi non posso considerasi guariti. «Sono molto contenti sia loro sia i genitori – ha spiegato Bertolaso – ma questo non vuol dire che siano guariti. Devono ancora fare un percorso molto lungo di riabilitazione e di medicazione». Dovranno infatti presentarsi più volte a settimana al Niguarda per sottoporsi a medicazioni e controlli, prevalentemente nelle ore pomeridiane. Secondo le previsioni dei medici, tra circa due settimane i ragazzi potranno riprendere a frequentare le lezioni al liceo scientifico, come ha confermato l’assessore Bertolaso: «I medici ritengono che fra un paio di settimane possano entrambi tornare a scuola e questa è davvero una buona notizia perché vi posso garantire che quando sono arrivati non eravamo così sicuri che nell’arco di un mese potessero tornare diciamo alla normalità».

La situazione degli altri feriti

Restano invece ricoverati al Niguarda altri otto pazienti, tre dei quali in terapia intensiva in condizioni gravi: dovranno affrontare medicazioni complesse e innesti di pelle. Il giovane con grave insufficienza respiratoria trasferito nei giorni scorsi al Policlinico è stato scollegato dall’Ecmo, il macchinario per la circolazione extracorporea, ma continua a essere tracheostomizzato e necessita ancora di respirazione assistita. Dovrà sottoporsi a un intervento per trattare le ustioni, operazione che verrà eseguita dai chirurghi del Niguarda pur restando ricoverato al Policlinico.