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Montecitorio, il Senso dell’informazione nel Palazzo della politica

26 Gennaio 2026 - 11:55 Francesca Donnarumma
montecitorio visita open
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La visita del gruppo di persone sordocieche che hanno partecipato al progetto lanciato da Open e Lega del filo d'oro, nel racconto di Francesca Donnarumma

Per me non è stato semplicemente visitare un palazzo istituzionale. È stato attraversare un luogo che, fino a quel momento, avevo conosciuto solo attraverso racconti, immagini, parole altrui. 

A ottobre ho avuto l’opportunità di farlo entrando a Montecitorio insieme a un gruppo di persone sordocieche, accompagnati dai giornalisti di Open, il giornale fondato da Enrico Mentana.

Non è stata una visita come le altre. Fin dall’inizio ho percepito che non stavamo solo “guardando” il Parlamento: stavamo cercando di comprenderlo, di sentirlo nostro. Siamo entrati nell’area dedicata alla stampa parlamentare, uno spazio fondamentale ma spesso invisibile, dove ogni giorno i giornalisti osservano, ascoltano, traducono ciò che accade nelle Istituzioni per renderlo accessibile ai cittadini. 

Il giornalismo parlamentare

I giornalisti di Open ci hanno spiegato come funziona il lavoro parlamentare, come nasce una notizia, quali sono i meccanismi che regolano l’informazione politica. Per me, che vivo la realtà attraverso canali diversi, è stato un passaggio essenziale: l’accessibilità parte sempre dalla spiegazione.

Abbiamo poi visitato alcune delle aule in cui si tengono le assemblee parlamentari. Luoghi che in televisione appaiono distanti, quasi irreali, ma che dal vivo hanno un peso diverso. Camminare in quegli spazi significava percepire l’importanza delle decisioni che lì vengono prese, sentire la responsabilità che attraversa quelle pareti. Anche senza poter ascoltare i dibattiti, l’atmosfera era intensa, carica di storia, di confronto, di potere.

L’incontro con Fontana

Il momento più significativo, però, è arrivato alla fine della visita, con l’incontro con il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana. Non è stato un semplice saluto istituzionale, ma un incontro dal valore profondo. Per una persona sordocieca, essere accolta in un luogo così centrale della vita democratica italiana e potersi confrontare con una delle più alte cariche dello Stato non è affatto scontato. È stato un segnale forte di riconoscimento e di attenzione.

Uscendo da Montecitorio ho capito una cosa con chiarezza: l’inclusione non è uno slogan, ma una pratica concreta. Rendere accessibili i luoghi delle Istituzioni significa rendere la democrazia più vera, più completa. Perché la democrazia ha senso solo se tutti possono sentirsi parte di ciò che accade, anche chi, come me, vive il mondo in modo diverso.

Questo contenuto è stato realizzato nell’ambito di “Il senso dell’informazione”, il primo corso di giornalismo dedicato alle persone con sordocecità organizzato da Open in collaborazione con Lega del Filo d’Oro.

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