Dieci anni dopo il caso Regeni il ministro egiziano ricevuto con onore al Viminale. Scoppia la polemica politica

Il ministro dell’Interno egiziano Mahmoud Tawfik è stato accolto con tutti gli onori da Matteo Piantedosi, che ha parlato di un «dialogo strategico tra i due Paesi in una visione condivisa di stabilità, sicurezza e responsabilità». Dieci anni dopo la morte di Giulio Regeni, ricercatore sequestrato, torturato e ucciso da agenti del servizio segreto civile del Cairo.
Ira delle opposizioni
Una ospitata che adesso sta generando, ricostruisce Repubblica, polemiche. «Mi vergogno per il ministro dell’Interno e per la sua immoralità», dichiara Gianni Cuperlo, parlamentare del Pd. «Domenica ho visto il docufilm su Giulio. La descrizione delle torture che ha subito. I depistaggi e le volgarità delle autorità egiziane, proseguite negli anni. E il ministro dell’Interno italiano parla di “collaborazione molto proficua”». Angelo Bonelli di Avs anticipa che farà un interrogazione: «Piantedosi oggi ha riempito di vergogna l’Italia e offeso la memoria di Giulio Regeni, che proprio dieci anni fa veniva rapito, torturato e poi assassinato negli uffici del ministro che oggi Piantedosi ha incontrato. Piantedosi ci deve dire se ha chiesto al suo omologo egiziano di consegnare alla giustizia gli assassini di Giulio. Vergogna».
