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Bonus mamme lavoratrici 2026, aumenta il contributo. La scadenza del 31 gennaio e le novità: chi può chiederlo

29 Gennaio 2026 - 13:19 Giulia Norvegno
Bonus mamme lavoratrici
Bonus mamme lavoratrici
L'ultimo chiarimento dell'Inps sul bonus a sostegno delle mamme lavoratrici, dipendenti nel settore pubblico e privato. Come funziona l'erogazione e come si può fare domanda

La legge di Bilancio 2026 ha confermato e potenziato l’agevolazione destinata alle mamme che lavorano. L’importo mensile è passato da 40 a 60 euro, arrivando così a un massimo di 720 euro all’anno contro i 480 dell’anno precedente. L’incremento del 50% arriva a sostegno della genitorialità e l’occupazione femminle, come sottolinea l’Inps nella nota diffusa il 27 gennaio, in cui vengono chiariti i dettagli su erogazione e requisiti del bonus. Il contributo viene erogato dall’istituto previdenziale e non rientra nella base imponibile.

A chi spetta: i requisiti da rispettare

Possono accedere al bonus le lavoratrici dipendenti (pubbliche o private) e le autonome o professioniste, a patto di rispettare precisi paletti. Per chi ha due figli serve che il più piccolo non abbia compiuto 10 anni, mentre con tre o più figli il limite di età sale a 18 anni. Il tetto reddituale è fissato a 40mila euro annui. Restano fuori dal perimetro le lavoratrici domestiche e, per evitare sovrapposizioni, anche le madri con almeno tre figli e contratto a tempo indeterminato che già beneficiano dell’esonero contributivo IVS previsto dalla legge di Bilancio 2024. L’Inps ha chiarito che il contributo spetta pure alle dipendenti a tempo determinato, comprese le supplenti della scuola, docenti e personale Ata, purché risulti attiva una posizione lavorativa nei mesi di riferimento.

Come presentare la domanda entro il 31 gennaio

La procedura passa dal datore di lavoro, a cui bisogna comunicare il numero dei figli e i relativi codici fiscali. Chi ha avuto un bambino nel 2025 deve fare domanda subito dopo aver ottenuto il codice fiscale del neonato. L’Inps ha aggiornato il servizio online rendendo possibile anche l’invio di istanze integrative: chi avesse già presentato richiesta ma escluso alcuni mesi può inviare un’ulteriore domanda entro sabato 31 gennaio 2026. Stesso termine vale per chi ha maturato i requisiti tra il 9 e il 31 dicembre 2025. Secondo quanto indicato nella circolare Inps n. 139 del 28 ottobre 2025, la scadenza ordinaria era fissata a 40 giorni dalla pubblicazione (ovvero il 9 dicembre, slittato per festività), ma per situazioni particolari l’istituto ha prorogato al 31 gennaio.

Quando arrivano i soldi: modalità di pagamento

Il contributo viene corrisposto in un’unica soluzione, non rateizzato mensilmente. Per le domande presentate entro il 31 gennaio 2026, il pagamento è previsto entro febbraio 2026. Chi aveva fatto richiesta entro il 9 dicembre potrebbe aver già ricevuto l’accredito a dicembre 2025. L’Inps sta completando le lavorazioni delle domande che non hanno superato i primi controlli automatici: le interessate possono verificare lo stato della pratica e aggiornare le modalità di pagamento accedendo al servizio dedicato sul portale dell’istituto. L’importo totale dipende dai mesi effettivamente lavorati nel corso del 2025, fino a un massimo di 12 mensilità.

Le differenze rispetto al 2025

La novità principale riguarda appunto l’aumento dell’assegno mensile: dai precedenti 40 euro ai nuovi 60 euro per ogni mese di attività lavorativa. Si tratta di un incremento netto di 240 euro su base annua che porta il tetto massimo da 480 a 720 euro. La struttura del bonus rimane invariata: contributo esentasse, erogazione in unica soluzione, requisiti legati al numero di figli e all’età del più piccolo. L’istituto conferma anche le regole di coordinamento con l’esonero contributivo già previsto per le madri con tre o più figli e contratto indeterminato, evitando così duplicazioni di benefici. Per il 2026 resta fondamentale presentare domanda nei tempi previsti, così da non perdere il diritto all’agevolazione per i mesi già passati.

Foto di Karolina Grabowska