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Parla la nonna (avvocata) dell’11enne cacciato dal bus, che ha fatto chilometri nella neve. «C’è un reato e potrebbero essercene altri»

29 Gennaio 2026 - 17:32 Stefania Carboni
bambino cacciato bus neve
bambino cacciato bus neve
Il caso nel bellunese. Il bambino aveva un carnet che non era valido nel periodo delle Olimpiadi. L'autista, dopo un controllo, lo avrebbe fatto scendere dal mezzo lasciandolo per strada. Arrivato a casa il minore era in ipotermia

«Ora tocca alla procura di Belluno indagare. Dal mio punto di vista è ravvisabile il reato di abbandono di minore, anche se di ipotesi magari ce ne sarebbero altre, ma sarà la Procura poi a considerarle. Sicuramente esisteva un obbligo di custodia». Queste le parole di Chiara Balbinot, avvocata e nonna del bambino di 11 anni che è stato costretto a percorrere sei chilometri a piedi nella neve, con temperature di meno tre gradi e il sole al tramonto. L’undicenne sarebbe stato fatto scendere dall’autista della linea 30 Calalzo-Cortina, martedì 27 gennaio, in provincia di Belluno, perché non aveva il biglietto giusto. Il bambino, dopo tutti quei chilometri al freddo, è arrivato a casa in stato di ipotermia.

«A mio nipote poteva capitare qualsiasi cosa durante quei novanta minuti»

«Ho ricevuto due chiamate di scuse da parte dell’azienda di trasporti Dolomitibus, noi andiamo avanti», ha sottolineato Balbinot, che sta seguendo il caso di suo nipote. Quel giorno il bambino aveva un carnet che non era valido nel periodo delle Olimpiadi, durante il quale c’è una maggiorazione, fino a 10 euro per tratta, anche per i residenti. Dopo il controllo da parte dell’autista, l’11enne sarebbe stato fatto scendere dal mezzo, trovandosi a fare il percorso a piedi, da solo, camminando per sei chilometri. «A mio nipote poteva capitare qualsiasi cosa durante quei novanta minuti che ha impiegato per tornare a casa, camminando sulla pista ciclabile che costeggia la strada principale – ha sottolineato Chiara Balbinot -, io mi chiedo come possa capitare una cosa del genere». Intanto l’azienda di trasporti partecipata dalla Provincia di Belluno ha avviato una indagine interna per accertare le responsabilità.

(in copertina foto di Fast Markers su Unsplash)

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