La famiglia nel bosco cede su tutto, sì a scuola e vaccini: «Ma ridateci i nostri figli». La perizia e il prossimo faccia a faccia

Si è svolto in un clima costruttivo l’incontro tra i coniugi Trevallion, la cosiddetta “famiglia nel bosco” di Palmoli (Chieti), e la psichiatra Simona Ceccoli, nominata dai giudici per valutare le «capacità genitoriali» della coppia. Il colloquio, durato circa due ore e mezza, ha visto Nathan e Catherine ribadire le proprie convinzioni personali, ma anche confermare i progressi compiuti negli ultimi mesi per rispondere alle indicazioni della procura minorile. Tra i segnali più significativi di apertura c’è l’ingresso di una maestra, Lidia Camilla Vallarolo, chiamata a colmare le lacune formative dei bambini dopo un periodo di educazione parentale caratterizzato da un’impostazione particolarmente rigida. Aperture emergono anche sul fronte sanitario: la coppia ha infatti espresso l’intenzione di completare il ciclo vaccinale dei figli.
Il rapporto con la natura e i figli
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, i coniugi si sarebbero confrontati in modo franco e senza reticenze, favoriti dalla presenza di due traduttori, che ha reso possibile un dialogo approfondito sui valori e sugli obiettivi di vita della famiglia. All’incontro hanno partecipato anche gli avvocati della coppia, Marco Femminella e Danila Solinas, oltre al consulente e psichiatra Tonino Cantelmi.
Il fulcro del confronto è stato una lunga e dettagliata spiegazione del loro rapporto con la natura e dei valori affettivi che guidano le loro scelte. «Amiamo vivere nel rispetto dell’ambiente perché ci fa sentire in sintonia con esso, ma prima di tutto siamo una famiglia – hanno dichiarato -. I nostri figli, il modo in cui li cresciamo e le loro esigenze quotidiane sono al centro delle nostre decisioni. Li amiamo più di ogni altra cosa», avrebbero ribadito in sintesi. Parole che la perita ha ascoltato con attenzione, nel quadro della valutazione delle loro capacità genitoriali.
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L’appello della famiglia e il nuovo faccia a faccia
La psichiatra ha inoltre accolto anche l’appello dei Trevallion sui tempi della procedura. Secondo la coppia è necessario accelerare per invertire una situazione che, nei mesi di separazione, avrebbe alimentato nei bambini rabbia e comportamenti rivendicativi, con segni di disagio soprattutto nei confronti del padre. Da qui l’impegno a procedere più rapidamente, anche prima dei tre mesi previsti dal Tribunale. Nulla esclude che gli avvocati possano presentare a breve una nuova istanza di ricongiungimento. Nel frattempo, un nuovo incontro è previsto per la prossima settimana. Il percorso resta impegnativo, ma dopo il confronto odierno potrebbe non essere interamente in salita.
