Il Washington Post licenzia in tronco l’inviata di guerra mentre è in Ucraina: «Cacciata in piena zona di guerra, sono devastata»

Lizzie Johnson, inviata del Washington Post in Ucraina, è stata licenziata in tronco durante la guerra a Kiev. La giornalista ha annunciato la notizia su X. «Sono appena stata licenziata dal Washington Post nel bel mezzo di una zona di guerra. Non ho parole. Sono devastata», ha scritto l’inviata. Prima di essere inviata a Kiev, Johnson ha lavorato nel team di accountability narrativa del Washington Post e in precedenza al San Francisco Chronicle. Il suo libro Paradise: One Town’s Struggle to Survive an American Wildfire ha raccontato l’incendio che ha distrutto una città della California, e le è valso la Medaglia d’Oro per la saggistica ai California Book Awards 2022, oltre alla realizzazione di un lungometraggio. Per i reportage sulla California, Johnson ha ricevuto anche il Freedom of the Press Award. Dal 2023, si occupava della copertura della guerra in Ucraina.
February 4, 2026
Gli altri licenziamenti
Il licenziamento della giornalista fa parte del più ampio piano di tagli annunciato dal direttore esecutivo del Washington Post. Durante una videoconferenza con tutti i redattori, è stato chiesto agli inviati all’estero di sospendere le attività nelle zone di guerra. Oltre a Johnson, altri inviati hanno confermato il licenziamento tramite X, come Yeganeh Torbati, corrispondente dall’Iran e dalla Turchia, Claire Parker dal Cairo e Loveday Morris da Berlino.
February 4, 2026
February 4, 2026
February 4, 2026
