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Fotografata al mare da investigatori privati, operaia licenziata a Forlì: «Non era con la madre malata». Ma il giudice la reintegra

02 Febbraio 2026 - 16:35 Alba Romano
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Nel 2023 la donna aveva ottenuto un congedo straordinario per assistere la madre disabile. Dopo il licenziamento, ha fatto causa all’azienda, che ora dovrà reintegrarla. Per i giudici le ore trascorse al mare servivano a «recuperare energie»
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Reintegrata sul posto di lavoro e risarcita con un’indennità pari a 12 mensilità. Si è chiusa così la vicenda di un un’operaia quarantenne di Forlì licenziata, per i giudici del tribunale civile «ingiustamente», nell’ottobre del 2023. La donna lavorava da anni come carrellista a tempo indeterminato. Nell’autunno di tre anni fa aveva richiesto e ottenuto un congedo straordinario per assistere la madre disabile e convivente, il cui stato di salute si era progressivamente aggravato.

La relazione investigativa 

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, l’azienda, sulla base di una relazione investigativa interna, aveva rilevato che la lavoratrice si era recata per alcune ore, in più occasioni, presso uno stabilimento balneare di Cesenatico. Da qui era scattata una contestazione disciplinare, culminata nel licenziamento. Convinta dell’ingiustizia del provvedimento, l’operaia ha deciso di impugnarlo, affidandosi a un legale e avviando una causa di lavoro.

«Le ore trascorse al mare per recuperare le energie»

Nei giorni scorsi il tribunale civile ha riconosciuto la fondatezza delle ragioni della donna. Nella sentenza i giudici hanno chiarito che le poche ore trascorse al mare erano finalizzate esclusivamente a «recuperare un po’ di energie», mentre il resto della giornata era dedicato all’assistenza della madre, svolta anche con il supporto del fratello. La stessa relazione investigativa, inoltre, attestava che la lavoratrice accompagnava regolarmente la madre dal medico, in farmacia e a fare la spesa, e che veniva spesso vista passeggiare con lei nelle vicinanze dell’abitazione

Licenziamento illegittimo e risarcimento

I giudici hanno quindi stabilito che il licenziamento era illegittimo. La 40enne «deve essere reintegrata immediatamente e risarcita con 12 mensilità, oltre ai contributi maturati dal momento del licenziamento». L’azienda è stata condannata anche al pagamento di circa 6 mila euro per le spese legali.

Foto copertina: PEXELS / DONALD TONG

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