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Vivere a Torino e lavorare a Milano, un’abitudine sempre più diffusa tra i giovani professionisti: ecco quanto si risparmia

19 Maggio 2026 - 13:43 Matteo Revellino
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Secondo un'analisi di Bloomberg, viaggiare per lavoro dal capoluogo piemontese al centro finanziario italiano è un'abitudine sempre più consolidata, soprattutto per il costo degli affitti. Ma c'è sempre il rischio legato ai ritardi dei treni
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Minore costo degli affitti, ritmo di vita più tranquillo e maggiori aree verdi. Sono solo alcuni dei fattori che stanno portando un numero sempre più grande di giovani professionisti a vivere a Torino, pur lavorando a Milano. Secondo l’analisi proposta da Bloomberg riprendendo le stime del settore, non è un caso che dal 2010 siano praticamente triplicati i viaggi in treno tra l’ex capitale industriale d’Italia e l’attuale centro finanziario del Paese: viaggiare per lavoro sta diventando un’abitudine consolidata, come già avviene all’estero per chi si sposta da Filadefia a Manhattan o da Birmingham a Londra. Milano, infatti, è considerata la città più cara in Italia. Ma, con i treni ad alta velocità, i 140 chilometri che separano le due città non rappresentano più una distanza incolmabile, nemmeno per chi deve percorrerli tutti i giorni.

Affitti: a Milano aumentano più velocemente che a Torino

A pesare c’è innanzitutto il costo degli affitti. Secondo i dati forniti da Immobiliare.it Insight, lo scorso anno i prezzi di vendita richiesti per gli immobili a Milano erano oltre 2,5 volte superiori rispetto a Torino, mentre gli affitti erano più alti dell’82 per cento. Il confronto è ancora più evidente se si considera l’aumento dei costi negli ultimi dieci anni. Sul fronte degli acquisti, tra il 2016 e il 2025, a Milano i prezzi degli immobili sono aumentati quasi il doppio rispetto a Torino, passando da poco meno di 4.000 a quasi 6.000€/mq. Al contrario, nel capoluogo piemontese, sono passati da poco meno a poco più di 2.000€/mq. Lo stesso trend si può individuare nell’aumento degli affitti: a parte la parentesi pandemica, i costi mensili sono aumentati a Milano a un ritmo più sostenuto rispetto che a Torino, passando da poco più di 15 a circa 22€/mq. Nella città della Mole, invece, nel 2015 gli affitti erano a meno di 10€/mq, arrivando a circa 13€/mq nel 2025.

Perché a Milano gli affitti sono più alti

Milano «sta attirando un tipo di residente diverso, e questo sta alzando l’asticella in termini di costi», ha affermato a Bloomberg Geraldine Semeghini, amministratore delegato di Lincs Estate, partner di Knight Frank a Milano. C’è una spiegazione per gli affitti più alti nel capoluogo milanese rispetto che altrove: un afflusso di ricchezza senza precedenti. Un tempo Milano era una città considerata un centro finanziario di secondo piano. Gli incentivi fiscali hanno attratto professionisti di ritorno e facoltosi espatriati provenienti da paesi come il Regno Unito, che hanno gradualmente eliminato agevolazioni simili. Alcune zone di Milano sono diventate inaccessibili, persino per i professionisti con un reddito fisso. Un processo simile a quello già avvenuto in città come Dubai, San Francisco e Londra.

La vicinanza tra le due città

L’elevato costo della vita spinge i giovani professionisti a scegliere una centro alternativo in cui vivere. Ecco Torino, quindi: non un sobborgo milanese, a differenza di Monza, ma la quarta città più grande d’Italia. Gioca un ruolo importante la vicinanza di tra Milano e la città sabauda. In una sola ora, con i treni ad alta velocità, è possibile passare da un capoluogo di regione all’altro. Le società statali Trenitalia SpA e Italo si sono rifiutate di divulgare le statistiche relative al numero di passeggeri. Italo ha affermato che la domanda di biglietti, che partono da 179 euro per un carnet di 10 corse di sola andata nei giorni feriali, è costantemente elevata. Secondo quanto affermato a Bloomberg da Carlo Ratti, architetto e accademico a capo del Senseable City Lab del MIT, la popolazione utente di Milano, cioè le persone che circolano nella città quotidiniamente senza esserne residenti, potrebbe presto competere con Parigi o Londra, «creando potenzialmente la prima metropoli ipercentrica d’Europa».

L’offerta di Torino

«Torino ha un’identità che ci permette di guardare a questo fenomeno in modo positivo, senza vederla come una città dormitorio», ad affermarlo è il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo. La città sabauda ha saputo sfruttare il crescente appeal, attirando sempre più residenti grazie al ritmo di vita migliore, servizi efficienti e una ricca offerta culturale, come sottolineato da Lo Russo. Inoltre, ha chiesto chiesto alle compagnie ferroviarie di aumentare la frequenza dei treni giornalieri e di introdurre corse serali per i pendolari. Un’accelerata di questo processo si è avuta con la pandemia, che ha favorito il lavoro a distanza e le modalità ibride. Se non c’è la necessità di recarsi a Milano tutti i giorni, allora per i giovani lavoratori non ha senso vivere nella città considerata più cara d’Italia. I professionisti che fanno i pendolari da Torino affermano di apprezzare la vicinanza al dinamico mercato del lavoro milanese, pur vivendo in una città meno costosa, incorniciata da panorami alpini e rinomata per la sua cultura enogastronomica.

Le complicazioni

Non mancano però alcune complicazioni. Innanzitutto, il possibile ritardo dei treni, sopratutto di quelli serali, quando il ritardo può superare anche un’ora. Poi, secondo Immobiliare.it, i prezzi degli immobili a Torino sono in aumento. La soluzione torinese diventa quindi più vantaggiosa per i pendolari che possono contare su una rete di supporto familiare.

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