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Così la guerra cambia le vacanze degli italiani: i costi dei voli a sorpresa in calo e il pericolo jet fuel

18 Maggio 2026 - 06:37 Alessandro D’Amato
guerra vacanze italiane 2026 risparmi
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Prenotazioni in calo del 30% ma non per tutte. Alcune mete continuano a essere gettonate. In crescita i costi dei voli intercontinentali
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Scelte last-minute, mete più vicine, prenotazioni in calo. E però, per ora, voli meno cari. La Guerra del Golfo cambia le vacanze degli italiani. Che scelgono mete più vicine e meno pericolose. Con un occhio al caro carburante. Il Sole 24 Ore fa sapere che secondo Assoviaggi-Associazione italiana agenzie di viaggi e turismo le prenotazioni fatte tramite agenzie e tour operator tra gennaio e aprile sono in calo del 30%. Le prime destinazioni a finire nelle cancellazioni sono state Grecia, Egitto e Turchia. Con il blocco dello stretto di Hormuz sale invece la paura di cancellazioni per mancanza di jet fuel. E le mete più lontane sono finite in stand-by.

Le prenotazioni e le date di partenza

Oggi le prenotazioni arrivano, ma sono sempre più vicine alle date di partenza. «Per le prenotazioni sotto data, cioè effettuate nei 15 giorni precedenti alla partenza, il calo si riduce intorno al 10-12 per cento», dice al quotidiano Pier Ezhaya, presidente di Astoi Confindustria Viaggi. «Questo significa che il consumatore non sta rinunciando alla vacanza, ma aspetta di comprendere meglio l’evoluzione dello scenario geopolitico ed energetico». Le mete privilegiate sono Spagna continentale, Baleari e Canarie. «Allo stesso tempo continuano però a registrare interesse anche diverse destinazioni di lungo raggio come Kenya e Zanzibar, Giappone, Cina, Caraibi e Sud America, seppure con dinamiche più caute rispetto alle aspettative iniziali».

Cambio data e destinazione

Gli operatori hanno aggiunto strumenti di flessibilità come cambio data e destinazione. «In questo contesto l’offerta di garanzie, nel prezzo e nella fruibilità, genera un ritorno all’agenzia di viaggio rispetto al fai-da-te», dice il presidente della Federazione turismo organizzato di Confcommercio Franco Gattinoni. Il settore crociere sembra invece congelato per il caso di Hantavirus sulla nave MV Hondius. «L’attenzione di tutti si è spostata sulle eventuali cancellazioni. Se si dovesse verificare davvero una carenza di carburante – si spiega – a essere cancellati sarebbero troppi voli. A quel punto ci sarebbe un cumulo del rischio che non rende vantaggioso offrire una copertura assicurativa». Sul mercato ad oggi non esistono coperture per eventuali voli cancellati a causa della crisi del carburante.

I costi dei voli

I costi dei voli regalano invece una sorpresa. In alcuni casi il prezzo scende e risulta persino più basso rispetto alle medie degli ultimi 12 mesi, secondo i dati di Google Figlhts su 32 tratte nazionali e internazionali. Ipotizzando un viaggio di andata e ritorno per una persona in classe economy nella settimana dal 9 al 16 luglio con partenza da Roma e Milano, le tensioni maggiori si concentrano sui collegamenti intercontinentali. Sulle rotte europee invece i prezzi medi al 13 maggio 2026 risultano inferiori rispetto alla media. Venti tratte su 32 mostrano prezzi più bassi. Per la Milano-Madrid il costo medio per un volo andata e ritorno nella settimana 9-16 luglio è sceso a circa 40 euro (la media storica è tra 50 e 130 euro). Sulla Milano-Lanzarote la differenza arriva a 160 euro (da oltre 200 nel 2025 a 87 nel 2026).

I risparmi e gli aumenti

Si risparmia invece su Roma-Creta (-91 euro), Roma-Lisbona (-79 euro) e Milano-Lisbona (-99 euro). Per la Milano-New York invece il prezzo medio supera i 570 euro, circa il 12% sopra la media degli ultimi mesi. La Roma-Reykjavik passa da 300-440 euro a 467. Secondo l’Osservatorio nazionale di Federconsumatori, alcune tratte dei traghetti italiani verso le isole registrano rincari fino al 18% ad agosto, con picchi molto elevati sulle linee per Sardegna e Sicilia (fino a 1.484 euro per andata e ritorno da Livorno a Palermo).

Gli hotel e gli affitti brevi

Sugli affitti brevi «Il fenomeno più evidente è l’accorciamento drastico della finestra di prenotazione», osserva Marco Celani, presidente di Aigab. «Anche il lungo raggio si comporta come il corto e prenota sotto data». Le prenotazioni estive sono in crescita soprattutto per giugno e luglio (+25% e +32%), ma con un incremento (+50%) delle formule cancellabili.