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«Sapevo che quel giorno morivo», Salim El Koudri dal carcere: «Ha chiesto la Bibbia e un prete». La reazione dopo aver saputo dei feriti di Modena

18 Maggio 2026 - 13:38 Giovanni Ruggiero
Salim El Koudri Modena
Salim El Koudri Modena
L'avvocato che assiste il 31enne che ha travolto la folla lo scorso sabato a Modena ha intenzione di chiedere una perizia psichiatrica. Il racconto vago e confuso di Salim El Koudri in carcere
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Il difensore di Salim El Koudri, l’avvocato Fausto Gianelli, è pronto a depositare la richiesta di una perizia psichiatrica per il 31enne che sabato pomeriggio ha travolto con la sua auto i passanti che camminavano in pieno centro a Modena, per poi tentare di accoltellare chi ha provato a fermarlo. Il legale, che lo ha incontrato in cella, ha descritto una persona «non lucida, che risponde a monosillabi, che muove la testa per dire sì o no, ma che non sa spiegare il perché del gesto, né ricostruire quanto accaduto». Un dialogo praticamente impossibile, secondo il racconto del difensore.

Le parole in carcere: «Sapevo che quel giorno morivo»

L’unica dichiarazione comprensibile che Gianelli è riuscito a raccogliere riguarda i momenti precedenti all’azione lungo via Emilia. «Ho preso un coltello da cucina, sono uscito di casa e sapevo che quel giorno morivo», ha confidato El Koudri al legale. Una frase pronunciata quasi a fatica, spiega Gianelli, in mezzo a risposte secche e gesti del capo: «Non ha un perché, non ha una ragione e sembra ricordare cose che ha fatto un altro». Il 31enne ha poi aggiunto che quel sabato 16 maggio, una volta uscito di casa con in testa l’idea anche di non tornare vivo, ha poi aggiunto: «Non volevo fare male a nessuno». Il racconto di quanto successo al momento sarebbe vago e confuso, spiega l’avvocato che ha cercato di stimolare i ricordi del 31enne. «Andavo più forte che potevo», ha aggiunto il 31enne. Quando gli è stato poi detto delle condizioni dei feriti di Modena, El Koudri avrebbe risposto: «Che cosa tremenda».

La famiglia non sapeva delle cure sulla salute mentale

«Ho bisogno di qualcuno che mi capisca», ha detto El Koudri al suo avvocato, che ha aggiunto: «Lui non m’ha nemmeno chiesto di incontrare la famiglia, gli ho detto io che chiederò un’autorizzazione al colloquio e lui mi ha detto »Ah, sì, va bene, ma loro vogliono?». Nel 2022 Salim El Koudri si rivolse al centro di salute mentale perché si sentiva perseguitato e iniziò a prendere delle pastiglie. Lo avrebbe riferito lo stesso fermato per la strage di sabato 16 maggio in centro a Modena, parlando con il suo avvocato Fausto Giannelli, nominato di fiducia dalla famiglia. La famiglia non era a conoscenza del percorso di cure intrapreso dal ragazzo e interrotto nel 2024. Nell’ultimo periodo il giovane stava sempre più spesso da solo, parlava da solo, stava a lungo su telefono e pc. I genitori avevano capito che stava male, non era lucido. Un tema di cui El Koudri si lamentava era l’assenza di lavoro: in passato aveva lavorato, per brevi periodi, per almeno quattro aziende, come magazziniere, spedizioniere e come impiegato, che era quello che voleva fare.

«La famiglia prega per i feriti»

Diversamente da lui, la famiglia di Salim El Koudri, «è pienamente lucida, ha chiesto dei feriti. Sono annichiliti dal dolore per le persone ferite, per la donna che ha perso le gambe». Lo ha riferito l’avvocato del 31enne, Fausto Giannelli. «Mi hanno chiesto più dei feriti che del figlio, poi mi hanno chiesto del figlio perché sono consapevoli della gravità del fatto. La famiglia è chiusa nel dolore, ma ha compreso la gravità». «Mi hanno detto che l’unica cosa a cui pensano e per cui pregano è la salute delle persone ricoverate in ospedale, che è la cosa più importante», ha ribadito

La Bibbia chiesta in cella e il rapporto con la religione

L’avvocato ha negato che il 31enne sia credente di qualche fede religiosa, soprattutto alla luce delle polemiche sulle sue origini marocchine. «Non è praticante, non è credente, non ha partecipato al Ramadan», ha spiegato Gianelli. Il 31enne ha chiesto anche delle sigarette. Ma a colpire l’avvocato è stato però un dettaglio raccolto durante la visita: «Quando in carcere gli ho chiesto se voleva un libro mi ha risposto la Bibbia – ha raccontato il legale – e di poter parlare con un prete».

Procura di Bologna: nessun elemento di matrice terroristica

Il gruppo antiterrorismo della Procura distrettuale di Bologna resta in contatto costante con i colleghi di Modena, ma allo stato non sono emersi elementi che riconducano l’investimento a una pista terroristica. Lo riferisce l’Ansa, precisando che il fascicolo, con le accuse di strage e lesioni aggravate, resta in capo alla Procura modenese. La Digos di Bologna, nel frattempo, continua a monitorare la situazione insieme agli investigatori di Modena.

Chi è Salim El Koudri: italiano dal 2009 e studente modello

El Koudri è cittadino italiano dal 27 settembre 2009, quando aveva 14 anni. La sua famiglia si era trasferita a Ravarino, nel Modenese, già dal 2000. La sindaca Maurizia Rebecchi, raggiunta dall’Ansa, ha ricostruito un percorso lineare e senza segnali allarmanti: «Ha frequentato la scuola primaria in paese e gli insegnanti ci hanno fatto sapere che aveva ottimo profitto, era uno studente modello. Altrettanto alla scuola secondaria di Bomporto, quindi assolutamente un bambino come tutti gli altri». Dopo il liceo a Modena, il 31enne si è laureato in economia aziendale.

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