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Auto sulla folla a Modena, la Lega: «Altro che ius soli, ora permessi di soggiorno revocabili». Da Meloni a Schlein, le reazioni dei leader

16 Maggio 2026 - 21:07 Diego Messini
Salvini Piantedosi
Salvini Piantedosi
Sgomento e condanna unanimi dai partiti per il drammatico attacco. Il partito di Salvini pensa già alle conseguenze politiche
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«Quanto accaduto oggi a Modena, dove un uomo ha investito diversi pedoni e poi avrebbe accoltellato un passante, è gravissimo. Esprimo la mia vicinanza alle persone ferite e alle loro famiglie». Lo scrive sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni dopo quanto accaduto sabato pomeriggio a Modena, dove un uomo ha lanciato la sua auto a tutta velocità contro i pedoni, ferendone almeno sette. «Rivolgo anche un ringraziamento ai cittadini che con coraggio sono intervenuti per fermare il responsabile e alle Forze dell’ordine per il loro intervento – aggiunge la premier, che si trova in queste ore in Grecia per un forum internazionale – Ho sentito il Sindaco e resto in costante contatto con le autorità per seguire l’evolversi della vicenda. Confido che il responsabile risponda fino in fondo delle sue azioni».

I contatti Tajani-Piantedosi e lo spettro dell’attentato

Nessuno dentro il governo parla esplicitamente per il momento di attentato, ma a esprimere sgomento è anche il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. «Ho telefonato al Ministro dell’Interno Piantedosi per avere approfondimenti sul grave episodio accaduto oggi a Modena», fa sapere il leader di Forza Italia. «Prego per la salute di tutti i feriti. Alcuni di loro purtroppo sono in gravi condizioni. Per fortuna l’autore di questa violenta e brutale aggressione è stato fermato. Ringrazio le forze dell’ordine per il loro lavoro a tutela della sicurezza dei cittadini, uomini e donne che ogni giorno con coraggio mettono a repentaglio la loro vita per proteggere la nostra», sottolinea Tajani.

Lega: «Altro che ius soli, via i permessi di soggiorno per reati gravi»

Ad andarci giù duro è l’altro vicepremier Matteo Salvini. «Non ci può essere nessuna giustificazione per un delitto così infame», scrive sui social il leader della Lega dopo aver dato l’annuncio del nome dell’autore dell’aggressione, Salim El Koudri, etichettato come «criminale “di seconda generazione”». E se la sede locale del Carroccio denuncia come «da troppo tempo a Modena il tema sicurezza viene affrontato con superficialità politica e con un approccio ideologico che ha sistematicamente minimizzato allarmi, degrado e pericoli concreti», il partito di Salvini già innesta la marcia sulle conseguenze politiche nazionali da trarre per il centrodestra dopo l’attacco nel centro di Modena. «In attesa di ulteriori informazioni da parte delle Forze dell’Ordine, una cosa è certa: in troppe città italiane l’integrazione delle cosiddette “seconde generazioni” è fallita», si legge in una nota del Carroccio. «Altro che “ius soli” o cittadinanze facili, bisogna proseguire con ancora più determinazione sulla strada di permessi di soggiorno revocabili in caso di reati gravi. Certe persone non sono assolutamente integrabili, inutile che per motivi ideologici qualcuno neghi la drammatica evidenza», conclude la nota.

La reazione delle opposizioni

Dall’opposizione tra i primi a commentare il drammatico avvenimento di Modena è il leader di Italia Viva Matteo Renzi, che sottolinea come sia «la prima volta che in Italia registriamo un drammatico evento di questo genere» e per questo chiede di «fare chiarezza subito e reagire tutti insieme con la massima determinazione» all’accaduto. La segretaria del Pd Elly Schlein dal canto suo esprime «la nostra piena e totale vicinanza alle persone ferite, alcune in condizioni molto gravi, e alle loro famiglie» oltre che a «tutta la comunità modenese» colpita da quello che definisce «un atto volontario di violenza inaudita». Sentimenti simili a quelli espressi dal leader del M5s Giuseppe Conte, che auspica che ora «si faccia rapidamente luce su quanto accaduto e che chi è responsabile paghi per questo folle gesto».

Foto di copertina: Ansa / Fabio Frustaci

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