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I ministri con l’amante e la Regola del Trenta

14 Maggio 2026 - 08:27 Alessandro D’Amato
ministri amante regola del 30 andrea ruggeri
ministri amante regola del 30 andrea ruggeri
La spiega l'inventore Andrea Ruggeri, un tempo deputato di Forza Italia e tra i prediletti di Berlusconi
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Il primo è stato Gennaro Sangiuliano con Maria Rosaria Boccia. Poi è toccato a Matteo Piantedosi con Claudia Conte. Ora è la volta di un terzo ministro attempato accusato di avere l’amante con la moglie che «sa tutto». Il Foglio oggi parla con Andrea Ruggieri, ex deputato di Forza Italia tra i prediletti di Silvio Berlusconi, che racconta di una regola che bisogna osservare prima di nominare un ministro. Proprio per evitare situazioni del genere.

La Regola del Trenta

«Prima di nominare un ministro, bisognerebbe fargli una semplice domanda, più utile di qualsiasi curriculum. Con quante donne sei stato? Perché se quello risponde meno di trenta, il ministro non lo può fare. Non è vaccinato alla vita», spiega Ruggeri. Che poi racconta la genesi della regola all’epoca di Berlusconi: «Era il 2017 e pensavamo che saremmo tornati al governo. Disegnai persino un grafico. Ascisse e ordinate. Berlusconi rideva come un matto, ma la cosa in realtà è seria». Che bisognava applicare anche al «terzo ministro ultrasessantenne che avrebbe scoperto, nell’esercizio delle proprie funzioni, turbamenti non previsti dal decreto di nomina». Perché una coincidenza è una coincidenza, due sono troppe, tre sono un problema di selezione del personale.

Perché proprio 30

Ruggeri spiega anche perché proprio 30: «Il ministro di solito si fa intorno ai 55 anni. A 55 anni hai circa quarant’anni di attività sessuale alle spalle. Togliamo dodici anni di fidanzamento o matrimonio – che è la durata media, purtroppo, dei matrimoni in Italia – e ne restano ventotto. Capisci che se uno non è stato con almeno una donna all’anno, obiettivamente tutta questa confidenza con quell’oscuro oggetto del desiderio non ce l’ha». L’alternativa l’ha già detta Giorgia Meloni: per non avere problemi basta fare un governo di sole donne. Non richiederebbe nemmeno il referendum confermativo.