Giorgia Meloni accende la discussione con l’opposizione al Senato: «Le mie porte aperte a chi mette gli interessi nazionali davanti a quelli di partito». Renzi: «Governo da famiglia Addams» – La diretta

La presidente del consiglio, Giorgia Meloni è al premier time al Senato, oggi, 13 maggio. Con un’agenda di temi diffusa a cui rispondere, che vanno dalla crisi in Iran che non accenna a calmarsi (con le conseguenze economiche che i consumatori italiani già sentono) al piano casa, a cui ha dedicato anche un’ampia intervista su Panorama. La polemica si accende da subito, se la domanda di Carlo Calenda le da l’assist per attaccare il resto dell’opposizione, con Matteo Renzi la polemica si accende con maggiore forza. Il leader di Italia Viva rimbrotta la presidente del Consiglio: «Mi parla di insulti, ma vi ho solo paragonato alla famiglia Addams, dovrebbe offendersi Morticia».
Meloni: «La casa non è un lusso"
«La casa non è un lusso ma un bene fondamentale. Uno Stato giusto deve fare tre cose: aiutare chi ha diritto a una casa popolare, sostenere chi lavora ma in questo tempo non riesce ad affrontare i costi del mercato, difendere i cittadini dalle occupazioni abusive. Questa è la linea e la filosofia del Piano casa, che il ministro Salvini ha elaborato in prima fila», dice la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni alle richieste di chiarimenti sul piano chieste da Massimiliano Romeo, della Lega che, tra l’altro, ha sostenuto fin dall’inizio il progetto casa.
Boccia: «Meloni da quanto tempo non fa la spesa?" E lei replica
Il capogruppo del Pd, Francesco Boccia, accusa Meloni di vivere in una bolla: «Quando ha fatto l’ultima volta la spesa al supermercato? Il palazzo l’ha cambiata». Meloni replica: «Ho fatto la spesa l’ultima volta al supermercato sabato scorso, se vuole può andarlo a chiedere. A proposito di riforme, avevamo in piedi una riforma costituzionale su Roma capitale che pensavamo di farla insieme e invece vi siete sfilati. Non credo che avreste mai pensato ad una riforma di questo tipo se voi foste stati al governo e il sindaco fosse stato di Fratelli d’Italia».
Botta e risposta con Patuanelli sul Superbonus
L’ex ministro del Movimento cinque stelle, Stefano Patuanelli, chiede di parlare di comunità energetiche, ma poi lo scontro con Meloni si concentra fondamentalmente sul Superbonus e sul nucleare. Meloni dice che gli incentivi per le comunità energetiche sono stati messi a sistema dal suo governo: «Le domande sulle comunita energetiche superano le disponibilità, dobbiamo capire cosa succederà ora. Il decreto bollette ci ha permesso di prelevare dalle aziende energetiche una parte dei soldi che ci ha permesso di aiutare i ceti meno ambienti. Lavoreremo sul nucleare pulito ma voglio dirle che noi non abbiamo fatto una politica di austerità sebbene avessimo da pagare 174 miliardi di Superbonus che finiremo di saldare nel 2027. L’ha votato chi sapeva che non avrebbe dovuto assumersi la responsabilità di quelle spese». Patuanelli a quel punto replica: «Siete stati talmente contrari al Superbonus che nel 2023 l’avete prorogato e, in ogni caso, la maggior parte di questi costi non sono stati generati dal governo Conte ma dalle successive repliche». E sul nucleare pulito: «Gli Smr di cui parlate producono più scorie dei vecchi reattori e l’energia prodotta costa 5 volte di più delle rinnovabili».
L'emigrazione giovanile, la domanda di Avs
Il senatore di Avs, Peppe De Cristofaro interroga la presidente del consiglio sull’emigrazione dall’Italia: “Centosessantamila giovani italiani hanno lasciato il paese solo nell’ultimo anno, non succedeva dagli anni ’60 del secolo scorso». In Italia i giovani laureati hanno difficoltà a trovare lavoro, prosegue il rappresentante di Sinistra Italiana: «I dati sono peggiori rispetto a quelli di paesi meno avanzati di noi come la Bulgaria». Quando la premier replica che l’andamento dell’emigrazione dal paese va avanti da tempo e diversi governi non sono riusciti a risolvere il problema – «Condividiamo l’obiettivo che restare in Italia sia una scelta competitiva e non un atto di coraggio» – il senatore le replica: «Io non dico che debba risolvere i problemi del passato, ma le faccio notare che il ministro della Gioventù l’ha fatto lei e buona parte delle riforme ad esempio su scuola e università sono stati approvati dal suo governo».
Matteo Renzi: "Sembrate la famiglia Addams"
Il senatore Matteo Renzi accusa Meloni e il suo governo di essere di fatto una sorta di “famiglia Addams» inadatta all’attuale fase economica e le chiede di dare qualche spiegazione sul programma per l’ultimo anno: “Ci dica tre cose, ma per favore non il piano casa perché se non avete costruito alloggi finora non credo lo farete ne prossimo anno».
«La novità di questo governo non è solo avere una stabilità, la stabilità è necessaria per realizzare una visione. Non è la prima volta che mi sento dire ‘cosa hai in serbo nell’ultimo anno di legislatura?’: questo ricorda un modo di fare politica che ha riguardato altri e non riguarda noi. Noi intendiamo continuare la strategia messa in campo, su tre priorità: rafforzare salari e potere d’acquisto, incentivare le aziende che assumono e investono, sostenere famiglie e natalità. In questi quasi 4 anni, in ogni provvedimento economico e legge finanziaria, abbiamo seguito queste tre priorità», replica Meloni.
La domanda di Calenda sull'economia
La prima domanda del question time di oggi al Senato è di Carlo Calenda, leader di Azione che pone il tema della produttività economica italiana: «Non possiamo avere il costo dell’energia più alta d’Europa ed avere aziende monopolisti che guadagnano più dei competitor di altri paesi, ad esempio alla Germania. Le chiedo di farsene carico e di creare una cabina di regia per l’economia italiana». Meloni parte dal «punto di condivisione” rispetto al leader di Azione. Le tensioni geopolitiche incideranno sul costo della vita per le famiglie e che non ci sia spazio per le polemiche. Il governo ha lavorato fin dall’inizio sul costo dell’energia e sui provvedimenti sul nucleare, riprenderemo la produzione nucleare in Italia», dice.
La premier aggiunge che il governo si sta muovendo a livello nazionale e internazionale per diversificare le fonti energetiche: «Devo dare atto ad Azione e a lei di fare il tentativo di portare il proprio contributo e le proprie proposte, le porte del governo per chi ha voglia di confrontarsi nel merito saranno sempre aperte. Io sarei disponibile a fare una cabina di regia, ma non c’è stata in passato nessuna disponibilità da parte dell’opposizione, ci hanno accusato di voler fare passerelle. Le mie porte aperte per chi mette gli interessi nazionali davanti a quelli di partito».

