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I retroscena opposti di Corriere e Foglio su Giuli e Meloni: «Posso andarmene». Anzi, no: «Chiedo scusa»

12 Maggio 2026 - 06:30 Alessandro D’Amato
alessandro giuli giorgia meloni retroscena incontro
alessandro giuli giorgia meloni retroscena incontro
Dopo l'incontro a Palazzo Chigi grande è la confusione sotto il cielo della Cultura. Per lo meno secondo i quotidiani. E c'è anche un aneddoto rivelatore su Buttafuoco
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«Ho sbagliato, mi scuso». Anzi no. «Posso sempre andare via». Dopo la nota di Palazzo Chigi che ieri ha svelato l’incontro della premier Giorgia Meloni con il suo ministro della Cultura Alessandro Giuli i retroscena dei giornali non convergono su quanto si sono detti i due. Secondo il Corriere della Sera, che sostiene che l’iniziativa sia partita da via del Collegio Romano, Giuli è arrivato per scusarsi: «Ho capito di aver sbagliato, di aver provocato un problema al governo e al partito». Secondo Il Foglio invece Giuli vede spettri come Macbeth e il suo Macduff è Federico Mollicone, responsabile cultura di FdI. E a Meloni avrebbe detto: «Non ce la faccio. Io posso andare via. Io non volevo farlo, me lo avete chiesto voi».

Alessandro Giuli e Giorgia Meloni

La convocazione di Giuli si è resa necessaria perché via della Scrofa e Palazzo Chigi erano molto irritati con il Mic per la storia della cacciata di Proietti e Merlino. Secondo le chat quella del ministro della Cultura sarebbe stato «un harakiri». Ovvero un gesto degno di Yukio Mishima, intellettuale giapponese che il ministro apprezza. Giuli «chiede e ottiene un incontro» con Meloni, è il racconto del Corriere, che per primo ha parlato della cacciata dei due fedelissimi di FdI dal ministero. Sempre secondo il racconto la presentazione di Giuli cosparso con il capo di cenere è anche un modo per ristabilire i rapporti di forza.

L’aereo perduto

Terminato l’incontro Giuli doveva partire per Bruxelles ma a causa di uo sciopero il suo volo viene cancellato. Intanto Il Foglio dice che Meloni ha detto a Giuli: «Ti abbiamo sempre difeso. Di chi ti fidi?». E che lui intanto prepara anche l’addio del suo capo di gabinetto Valentina Gemignani. Secondo Giuli il capo della segreteria tecnica Merlino era un informatore di Mollicone. E la sua capa di gabinetto lo sabota. Secondo il quotidiano ieri Meloni lo ha cercato per chiedere l’incontro.

Il retroscena su Buttafuoco

E intanto, a proposito della lite alla Biennale, si svela un retroscena interessante: Meloni chiese a Buttafuoco di fare il ministro e Buttafuoco rispose: «C’è chi meglio di me lo può fare, Alessandro». Insomma, per un soffio non abbiamo avuto un governo schierato con l’Ucraina con dentro un ministro che vuole invitare i russi alle kermesse. La prova definitiva del fatto che in Italia la situazione è disperata, ma non seria.