AscoltaMi, arriva l’app per il sostegno psicologico degli studenti di medie e superiori: come funziona e chi può accedere al servizio

Si chiama AscoltaMi la nuova app che sarà messa a disposizione degli studenti per garantire loro un servizio di sostegno psicologico. Ad annunciare la novità è il ministero dell’Istruzione, che renderà presto disponibile lo strumento su Unica, la piattaforma che riunisce in un unico luogo tutti i servizi utili per la vita scolastica. Per usufruire del sostegno psicologico a distanza, in partenza entro inizio marzo, basterà accedere all’app e richiedere l’erogazione del servizio.
A cosa serve AscoltaMi
L’obiettivo di AscoltaMi, spiega il ministero in una nota, è individuare tempestivamente situazioni di disagio personale e favorire il superamento di eventuali fragilità nei contesti scolastici, in particolare per chi parte da «situazioni di svantaggio socioculturale che ostacolano la partecipazione alla vita della comunità scolastica».
Come funziona il nuovo servizio di supporto psicologico per studenti
Il nuovo strumento di supporto psicologico, che dovrebbe diventare operativo entro inizio marzo, consiste in un’attività di ascolto e consulenza telematica da parte di psicologi esperti, individuati dal Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi e con esperienza in ambito scolastico. Il servizio può essere richiesto da studenti iscritti all’ultimo anno della scuola media e al primo biennio delle superiori. L’attivazione di AscoltaMi sarà possibile una sola volta nel corso dell’anno scolastico e garantirà un voucher da cinque incontri della durata di un’ora ciascuno.
Valditara: «Misura innovativa»
Il via libera all’iniziativa, che per il momento ha ancora carattere sperimentale, è stato finanziato con uno stanziamento di 18,5 milioni di euro da parte del ministero. «Con il parere della Conferenza Stato Regioni, si avvia a operatività una misura fortemente innovativa, destinata a offrire agli studenti un supporto psicologico importante», commenta il ministro Giuseppe Valditara. Con la nuova app, rivendica il titolare del Mim, «rafforziamo ulteriormente la scuola costituzionale, che ha al centro la persona dello studente».
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