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La Corea del Nord condanna a morte chi guarda Squid Game o ascolta K-pop

06 Febbraio 2026 - 22:58 Francesca Milano
Squid Game
Squid Game
Secondo le testimonianze raccolte da Amnesty International le pene per chi fruisce di prodotti di intrattenimento sudcoreani vanno dai campi di rieducazione all'esecuzione

Amnesty International alza il velo sulle condizioni di vita in Corea del Nord: secondo 25 interviste condotte a cittadini nordcoreani fuggiti dal regime di Kim Jong-un, chi guarda la serie tv Squid Game, ascolta K-pop e altri prodotti di intrattenimento sudcoreani va incontro a esecuzioni, lavori forzati e campi di “rieducazione”. Secondo le testimonianze citate, infatti, alcuni liceali sarebbero stati giustiziati per aver guardato la serie tv prodotta da Netflix.

I Bts nel mirino di Kim Jong-un

Per quanto riguarda la musica, gli intervistati hanno raccontato ad Amnesty International che l’ascolto del genere sudcoreano che sta spopolando in tutto il mondo è vietato. In particolare viene punito chi ascolta la band di fama mondiale dei Bts. Già nel 2021 alcuni adolescenti sorpresi asd ascoltare gli “idol” nel Sud Pyongan erano stati portati nei campi di rieducazione. Non tutti, però: una donna di nome Choi Suvin, fuggita nel 2019, ha raccontato che «tutto dipende dal denaro»: chi ne ha o riesce a procurarselo (anche vendendo la casa), può evitare i campi. Servono dai 5 ai 10mila dollari per non finire in uno di questi lager nordcoreani.

Esecuzioni pubbliche

Nei casi più gravi i cittadini che disobbediscono ai divieti imposti dal regime vengon giustiziati: le esecuzioni pubbliche vengono usate come “educazione ideologica”, secondo quanto riporta l’Adnkronos. Migliaia di persone vengono obbligate ad assistere. Uno degli intervistati, Kim Eunju, ha raccontato che a 16-17 anni gli studenti venivano condotti ad assistere alle esecuzioni di persone che avevano guardato o distribuito media sudcoreani. Sarah Brooks, vicedirettrice regionale di Amnesty, parla di «repressione stratificata con corruzione» e di una popolazione rinchiusa in una «gabbia ideologica», in violazione del diritto internazionale.

Le leggi nordcoreane

Dal 2020 esiste in Corea del Nord una legge che punisce il “Pensiero e la cultura reazionari”: in base a questo provvedimento i contenuti sudcoreani sono marchiati come “ideologia marcia” e il loro consumo può costare dai 5 ai 15 anni di lavori forzati, mentre la distribuzione o le visioni di gruppo comportano pene più pesanti, fino alla morte. C’è poi una seconda legge, data 2023 che punisce l’uso del “linguaggio sudcoreano” e può portare a pene fino alla morte nei casi più gravi.

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