Fabrizio Corona e i nuovi profili social con il suo nome dopo il blocco di Meta: «Non ci ferma nessuno». Ma resta il giallo su chi li gestisce

Un nuovo profilo Instagram comparso nelle ultime ore sembrerebbe riconducibile a Fabrizio Corona, anche se al momento non esistono conferme ufficiali sulla reale titolarità dell’account. I precedenti profili ufficiali dell’ex agente fotografico, il suo personale e quello di Falsissimo, sono stati rimossi nei giorni scorsi dalle principali piattaforme di Meta a seguito di un’azione legale di Mediaset. Il nuovo account, che ha pubblicato pochi contenuti e ha già raccolto circa 1.500 follower, riporta un messaggio dal tono tipico di Corona, ovvero: «Ci hanno buttato a terra anche questo! Ma non ci ferma nessuno». Il testo potrebbe riferirsi ai tentativi, avvenuti negli ultimi giorni, di riaprire canali social poi chiusi nel giro di poco tempo. Non è escluso, quindi, che anche questo profilo possa essere rimosso qualora venisse ricondotto alle stesse contestazioni. In un altro post compare la frase «Io sono la notizia». Tuttavia, non ci sono conferme che il profilo sia realmente riconducibile a Corona.
L’altro profilo
Anche un altro account, attivo fino a ieri sera e arrivato a superare i 18mila follower, è stato cancellato. Non è escluso comunque che qualcuno in cerca di numeri sui social stia sfruttando la situazione con profili fake riconducibili a Corona. Secondo quanto riferito nei giorni scorsi, le segnalazioni riguardano le violazioni legate a diffamazione, copyright e contenuti d’odio nei video riguardanti. Situazione simile per il canale YouTube del format Falsissimo, che risulta ancora online ma privo di video. Attraverso quella piattaforma erano stati diffusi contenuti critici nei confronti, tra gli altri, di Alfonso Signorini, del gruppo Mediaset, della famiglia Berlusconi e di diversi volti televisivi.
Lo scontro con Mediaset
Da questi elementi è nata una causa civile promossa da Mediaset insieme a Pier Silvio e Marina Berlusconi, Maria De Filippi, Silvia Toffanin, Gerry Scotti, Ilary Blasi e Samira Lui, con una richiesta di risarcimento pari a 160 milioni di euro. Nell’atto si parla di una presunta «campagna di odio» caratterizzata da «violenza verbale». Oltre al fatto che nelle settimane scorse, risulta depositata alla Procura di Milano una denuncia per diffamazione. Resta quindi da chiarire sia l’effettiva riconducibilità dei nuovi profili social a Corona, sia l’evoluzione del contenzioso giudiziario.
