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«Non entrate. Chiamate la polizia»: così due genitori hanno ucciso i figli autistici e si sono tolti la vita

06 Febbraio 2026 - 07:41 Alessandro D’Amato
famiglia australia autismo Maiwenna Goasdoue, Jarrod Clune 21
famiglia australia autismo Maiwenna Goasdoue, Jarrod Clune 21
La storia dall'Australia: in casa sono stati trovati quattro corpi. Anche i tre animali della famiglia sono stati uccisi. Sulla porta d'entrata dell'abitazione era affisso un cartello

Tutti i componenti di una famiglia australiana, compresi i loro animali domestici, sono stati ritrovati morti in casa nel quartiere di Mosman Park a Perth. La famiglia era composta da una donna francese, dal suo compagno australiano e dai loro due figli adolescenti: Maiwenna Goasdoue, Jarrod Clune e i due figli, Leon e Otis. I bambini erano affetti da autismo. In casa sono stati trovati quattro corpi: anche i tre animali della famiglia sono stati uccisi. Sulla porta d’entrata dell’abitazione era affisso un cartello: «Non entrate. Chiamate la polizia».

La famiglia

Sui suoi account social la madre aveva pubblicato foto che ritraevano una famiglia felice, in spiaggia o mentre festeggiavano compleanni con torte e candeline. Ma l’autismo dei due adolescenti ha rappresentato una sfida significativa per i genitori. E potrebbe averli spinti a un gesto disperato. «Sappiamo che entrambi i bambini hanno dovuto affrontare gravi problemi di salute», ha dichiarato ai giornalisti l’investigatrice Jessica Securo. «Questa è una situazione estremamente angosciante per tutti i soggetti coinvolti». I media, citando amici di famiglia, hanno riferito che la famiglia si è sentita sopraffatta e abbandonata, mettendo in discussione il sistema di supporto presumibilmente inadeguato del Paese.

Il suicidio-omicidio

Il ninistro per la Disabilità Mark Butler ha definito la vicenda una «terribile tragedia», rifiutandosi di specificare quale tipo di supporto la famiglia abbia ricevuto per i figli autistici. «Dobbiamo respingere l’idea che la disabilità sia un peso», ha dichiarato la Commissaria australiana per la Discriminazione delle Disabilità, Rosemary Kayess. «L’omicidio non è mai un’opzione», ha sottolineato. «Ogni bambino ha diritto alla vita, alla sicurezza e al supporto, e le famiglie dovrebbero ricevere aiuto ben prima di una crisi». La coppia ha lasciato una lettera in cui spiegava la pianificazione del gesto e le ragioni. Leon e Otis avevano bisogno di cure continue. E nel futuro la situazione probabilmente sarebbe peggiorata. Per questo hanno deciso di ucciderli e uccidersi.