Famiglia nel bosco, le assistenti sociali: «La madre è ancora ostile, ha rimproverato l’educatrice»

Resta delicato il caso della famiglia nel bosco a Vasto. Catherine Birmingham Trevallion, madre dei tre bambini ospitati in una casa famiglia, vive da mesi in forte tensione con gli operatori della struttura. È quanto emerge dalla relazione delle assistenti sociali della comunità che la ospita. Si trova tuttora sotto grande pressione. Separata dal marito e dai figli da oltre tre mesi, manifesta spesso insofferenza verso chi cerca di seguirla. Secondo la relazione, riferisce Il Corriere, «nonostante i continui tentativi di dialogo, la madre reagisce con ostilità, squalifica le iniziative educative e deride i nostri tentativi di trovare un punto di incontro». Gli operatori hanno suggerito un supporto psicologico per aiutarla a gestire lo stress e perché il suo comportamento influisce sulla quotidianità dei bambini.
Le tensioni
I figli, infatti, risentono del clima teso. Talvolta appaiono agitati e arrabbiati. «Non si fidano di nessuno e vivono la separazione come ingiusta», si legge nella relazione. Anche momenti come le vaccinazioni avrebbero generato difficoltà, inizialmente osteggiate dalla madre ma superate grazie alla mediazione del padre. I bambini, pur mostrando maggiore adattabilità rispetto alla madre, restano sensibili alle sue tensioni. E la conflittualità di Catherine si sarebbe manifestata anche a scuola, dove ha ostacolato l’affiancamento di un’educatrice, creando disagio nei figli. «La madre purtroppo è intervenuta in maniera negativa rimproverando l’educatrice che non doveva stare in aula, tanto che la bambina ha chiuso il libro», scrivono le assistenti sociali.
La scuola
L’affiancamento con un’educatrice era stato proposto dalla maestra Lidia Camilla Vallarolo, che nei giorni scorsi ha osservato come i bambini siano molto svegli e portati per la matematica. Catherine partecipa spesso alle lezioni, aiutando anche con la traduzione dall’inglese all’italiano. «Nessuno screzio, riesco a gestirla. Certo è ingombrante, come può essere una mamma all’interno di una classe», ha commentato la maestra. La madre crede nella scuola steineriana. «Ho capito», ha detto l’insegnante, «che crede in quella filosofia educativa che lascia i bambini liberi fino a otto anni». Ma resta un approccio lontano dal suo. «Io sono abituata alle lezioni frontali», ha sottolineato la maestra.
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Gli alti e bassi in comunità
Catherine sta vivendo alti e bassi, costretta a confrontarsi con un contesto lontano dai suoi ideali e dal suo stile di vita, e separata dal marito e dai figli, che può vedere solo in incontri a orari prestabiliti. Nonostante alcuni progressi, come l’apertura a completare il ciclo vaccinale dei figli, il clima generale resta teso. I genitori hanno chiesto la rimozione dell’assistente sociale Veruska D’Angelo, nominata dal Tribunale, accusandola di non aver operato «con l’imparzialità richiesta dal ruolo». Secondo Catherine e Nathan Trevallion, D’Angelo avrebbe assunto un atteggiamento «ostile» e in diverse settimane avrebbe incontrato la famiglia e i minori soltanto cinque volte, numero ritenuto insufficiente per un intervento equo e adeguato.
Lo psichiatra: «Percepisce il servizio sociale come ostile»
Nei giorni scorsi sono intervenute anche la zia e la nonna dei bambini per supportare Catherine. Lo psichiatra Tonino Cantelmi, intanto, invita a guardare la situazione con un approccio equilibrato e comprensivo. «Si attribuisce ogni responsabilità a Catherine senza rendersi conto che lei percepisce il servizio sociale come ostile e pieno di pregiudizi, incapace di comprenderla. Siamo sicuri sia tutta colpa di Catherine, esasperata e preoccupatissima per i figli?», si chiede lo specialista.
