In Finlandia l’esercito si addestra a piazzare le mine antiuomo contro la Russia

L’esercito della Finlandia ha ripreso gli addestramenti alla posa di mine antiuomo dopo l’uscita dal trattato che ne vietava l’uso. Helsinki si muove in funzione anti-Russia. «Stiamo valutando il modo più efficace di utilizzarle», spiega all’agenzia di stampa Afp il tenente Joona Ratto, che addestra i coscritti del servizio militare obbligatorio. Mentre in ginocchio sulla neve un giovane coscritto tende il filo che in caso di rottura farebbe detonare la carica esplosiva posta venti metri più avanti.
Le mine antiuomo
Ratto e gli altri militari sono in servizio nella brigata della regione di Kainuu. Sono 700 in totale su 1.340 chilometri di confine con la Russia. L’esercito finlandese forma nella regione ogni anno 500 militari di carriera, 2.500 coscritti e 5 mila riservisti. Helsinki è entrata nella Nato nel 2023. L’anno scorso, come i paesi baltici e la Polonia, ha deciso di ritirarsi dalla Convenzione di Ottawa che proibisce uso, stoccaggio e produzione di mine antiuomo. A partire dal 10 gennaio è libera dagli obblighi. E ha ricominciato a interrare o a nascondere nel territorio gli ordigni. Come forma di deterrenza nei confronti di una possibile invasione russa.
I droni e le mine
Le mine sono necessarie, sostiene Ratto: «Possiamo usarle per fermare il nemico oppure per allertare le nostre truppe nelle posizioni difensive», guadagnando tempo per prepararsi allo scontro. Se la guerra in Ucraina ha consacrato il ruolo dei droni, «ci ha anche mostrato che le mine, pur essendo armi antiche, restano efficaci e svolgono un ruolo importante sul campo di battaglia», dice sempre a France Presse il colonnello Riku Mikkonen, ispettore del genio. Poco distante, altri soldati si esercitano su una strada sbarrata da un cartello con teschio e scritta “Miinoja, mines”, simbolo internazionale delle aree minate. Un potente trapano perfora il terreno ghiacciato per interrare mine anticarro da addestramento, che non sono mai state vietate.
Venditori e compratori
Al momento l’esercito finlandese non dispone di mine antiuomo operative- Si addestra con cariche a effetto direzionato, come le “Claymore”, collegate a un filo e capaci di proiettare schegge fino a 50 metri. Una situazione che Mikkonen spera di superare entro due anni, il tempo necessario perché l’industria della difesa nazionale torni a produrre mine semplici ed economiche. «Produrle in Finlandia garantisce la disponibilità in tempo di guerra», spiega, osservando che, con 162 Stati ancora parti della Convenzione di Ottawa (ma non Stati Uniti e Russia), «i potenziali venditori nel mondo sono pochi».
I campi minati
Per ora non è prevista la creazione di campi minati permanenti lungo il confine: la decisione spetterà al governo in caso di crisi. «Speriamo che avvenga mesi prima dell’inizio delle ostilità, sei mesi sarebbe l’ideale», dicono i militari. Il genio privilegia inizialmente modelli semplici, piuttosto che mine auto-neutralizzanti: «La guerra può durare a lungo, mentre quelle si disattiverebbero dopo tre o quattro mesi. Ha senso sul piano umanitario, non su quello militare».
